Il Sinodo, «pausa della Chiesa in ascolto»

Papa Francesco ha portato il suo saluto alla prima Congregazione generale del Sinodo dei vescovi sulla sinodalità, ricordando che «il protagonista è lo Spirito Santo»

«Il Sinodo non è un parlamento, è un’altra cosa. Non è una riunione di laici per risolvere alcune cose, è un’altra cosa». Francesco lo ha ribadito ieri pomeriggio, 4 ottobre, portando il suo saluto alla prima Congregazione generale, in Aula Polo VI. «Non dimentichiamo – ha detto – che il protagonista del Sinodo è lo Spirito Santo, e se in mezzo a noi c’è lo Spirito che ci guida sarà un bel Sinodo. Se davanti a noi ci saranno interessi personali e ideologici, non sarà un Sinodo ma un’altra cosa. Il Sinodo è un cammino dello Spirito Santo». E per chiarire la sua centralità nella vita della Chiesa, ha ricordato il «trambusto della Pentecoste», dopo il quale c’è «la grande opera dello Spirito Santo: l’armonia. Lui ci unisce nell’armonia di tutte le differenze. Se non c’è l’armonia non c’è lo Spirito. Lo Spirito Santo – ha continuato – è il compositore armonico della storia della salvezza».

Armonia però «non significa sintesi, ma legame di comunione tra parti simili. Un’armonia di molte voci creata dallo Spirito Santo: così dobbiamo concepire la Chiesa. Le particolarità vano inserite nella sinfonia della Chiesa. Noi – ha ribadito il Papa – non siamo un parlamento, non siamo le Nazioni Unite. Lo Spirito Santo è l’origine dell’armonia tra le Chiese. Lo Spirito Santo ci conduce per mano e ci consola. La presenza dello Spirito Santo è una presenza quasi materna: è il consolatore, che è uno dei nomi dello Spirito. Colui che custodisce la Chiesa è lo Spirito Santo. Dobbiamo imparare ad ascoltare le voci dello Spirito, tutte differenti: imparare a discernere».

Il pontefice è tornato quindi a mettere in guardia dal «chiacchiericcio», definendolo «una malattia molto frequente tra di noi», che «va contro lo Spirito Santo. Le vuote parole – ha spiegato – rattristano lo Spirito Santo. Anche la maldicenza rattrista lo Spirito Santo: è la malattia più comune della Chiesa, il chiacchiericcio. Se non lasciamo che ci guarisca dalla malattia, il cammino sinodale non sarà buono. Se non siete d’accordo, ditelo in faccia: dite la verità, non il chiacchiericcio sotto il tavolo», l’invito. Quindi ha aggiunto: «La malattia più brutta nella Chiesa è la mondanità spirituale: state attenti a questo, non prendiamo il posto dello Spirito Santo con cose mondane, anche buone. Il buon senso aiuta, ma lo Spirito Santo va oltre. Dobbiamo imparare a vivere la nostra Chiesa nello Spirito Santo».

Nelle parole di Bergoglio, «in questo Sinodo c’è la verità dell’ascolto, c’è questa priorità. Dobbiamo dare un messaggio agli operatori della stampa, ai giornalisti che fanno un lavoro molto bello, molto buono – ha esortato -: dare una comunicazione che sia il riflesso di questa vita nello Spirito Santo. Ci vuole una ascesi, un certo digiuno della parola pubblica per custodire questo. E quello che si pubblica, che sia in questo ambiente. Qualcuno dirà che i vescovi hanno paura e per questo non vogliono che i giornalisti dicano», ha avvertito. La raccomandazione, dunque, è di aiutare i giornalisti a raccontare questo «andare nello Spirito». Nel Sinodo, ha ribadito Francesco, «più che la priorità del parlare c’è la priorità dell’ascolto. E ai giornalisti chiedo di fare capire questo alla gente».

Guardando alle esperienze precedenti, ha ricordato che «nel Sinodo sulla famiglia la pressione dell’opinione pubblica era sul dare la comunione ai divorziati. Nel Sinodo sull’Amazzonia, la pressione dell’opinione pubblica era per fare i viri probati. Adesso ci sono alcune ipotesi su questo Sinodo, come il sacerdozio alle donne». Sono le cose che «si dicono fuori. E dicono tante volte che i vescovi hanno paura di comunicare quello che succede». Di qui l’appello: «Chiedo a voi comunicatori di fare la vostra funzione giusta. Che le persone di buona volontà capiscano che anche nella Chiesa c’è la priorità dell’ascolto. Grazie di aiutare tutti noi in questa pausa della Chiesa – ha aggiunto -. La Chiesa si è fermata, come si sono fermati gli apostoli dopo il Venerdì Santo, ma quelli per paura. Questa è una pausa della Chiesa in ascolto».

5 ottobre 2023