In Aula Paolo VI “la bellezza della famiglia”

Nella serata condotta da Amadeus e Giovanna Civitillo, l’incontro tra famiglie provenienti da ogni angolo del mondo. Sofia e Vicente (Cile): «Speranza per la Chiesa»

Un tripudio di colori, bandiere, ma soprattutto sorrisi e abbracci di mamme, papà, figli, nonni e nipoti. È quello che ha animato l’Aula Paolo VI, in Vaticano, per il Festival delle famiglie “The beauty of Family”, che ieri sera, 22 giugno, alla presenza di Papa Francesco, ha di fatto inaugurato il X Incontro mondiale delle famiglie, che si concluderà domenica 26 giugno. L’evento, condotto da Amadeus insieme alla moglie Giovanna Civitillo, ha visto la presenza anche de Il Volo, della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana, di alcune testimonianze di diverse realtà familiari e soprattutto dei circa 2mila delegati delle Conferenze episcopali provenienti da 120 Paesi del mondo.

«Le famiglia sono le protagoniste assolute, con le loro storie e i loro esempi – ha affermato Amadeus -. Questa serata ci ha fatto immergere nelle loro problematiche ma anche nell’immensa bellezza di essere famiglia, di essere ognuno, a proprio modo, genitore o figlio o nipote». L’importanza del legame familiare è stata poi sottolineata da Giovanna Civitillo: «È fondamentale per una vita armoniosa, dove invecchiare insieme diventa un cammino meraviglioso». Sempre Amadeus ha raccontato invece la «fortuna di avere una famiglia straordinaria a sostenerlo, condizione essenziale per avere successo in tutti gli altri ambiti della vita, compreso lo spettacolo».

«Emozionante cantare davanti a così tante famiglie e con i nostri cari qui», il commento, invece, di Gianluca Ginoble, de Il Volo, accompagnato da genitori, fratello, fidanzata e dal nonno Ernesto, che ha sottolineato con commozione l’orgoglio per il nipote. «I nonni non vanno mai trascurati perché ci trasmettono la conoscenza e invito tutti a non perdere mai il dialogo con i propri familiari e ad avere sempre empatia con loro», ha aggiunto Ginoble. Insieme a Ignazio Boschetto, invece, la mamma e la sorella. «Mio padre non è qui fisicamente – ha detto – ma come tutti i nostri cari che non ci sono più sta al nostro fianco. Questo vorrei trasmettere oggi: ricordate chi vi guarda da lassù». Genitori, sorella e fratello erano accanto anche a Piero Barone: «Sono estremamente emozionato – ha detto – perché se ho questo grande rapporto con la fede è grazie a loro e in particolare a mia madre, il mio faro nella ricerca costante di me stesso e della spiritualità».

E di emozione ha parlato anche Donatella, tra i fedeli presenti in Aula insieme al marito Daniele, arrivati da Verona, a proposito delle parole del Papa. «Francesco – ha osservato – ci ha ricordato l’importanza del sacramento del matrimonio, che deve sancire l’unione tra due persone». Anche per Anna, arrivata da Milano con sorella e mamma, «questo incontro inaugurale testimonia quanto sia fondamentale fare comunità tra famiglie e incoraggiarsi a vicenda nell’andare avanti nonostante le difficoltà. Lo ricorderemo per diverso tempo». L’incontro tra famiglie provenienti da ogni angolo del globo è appunto «la cosa straordinaria di questo evento, questa volta più di altre perché da due anni vediamo solo cose brutte, ora soprattutto i nostri fratelli europei», hanno rimarcato Sofia e Vicente, dal Cile, con al seguito i loro due figli di sette e nove anni. La famiglia è dunque essa stessa «una speranza per la Chiesa e la fede», come hanno ricordato Sergio e Dora Treviño di Monterrey, in Messico, arrivati a Roma con i loro cinque figli: «Siamo felici che il Papa ci abbia spronato a non perdere la speranza nel portare avanti i valori cristiani all’interno della famiglia».

Presenti anche realtà associative, come le Acli di Viterbo, con 38 partecipanti. «Le parole del Santo Padre – ha spiegato Gino Danieli – rappresentano uno spaccato della società mondiale attuale, con le sue differenze e i suoi problemi ma anche con ciò che serve per rafforzarla, ovvero il perdono, la sincerità delle azioni e il riconoscere che noi famiglie abbiamo un dono da portare anche agli altri: l’essere, appunto, un focolare; e in questo l’Amoris Laetitia dovrebbe essere una specie di Bibbia familiare».

23 giugno 2022