In Ciad, progetto emergenza Covid nell’ospedale dei Gesuiti

Con il Magis, formazione specialistica, avvio del laboratorio, letti per la terapia sub-intensiva e donazione di dispositivi di protezione individuale

Avviato nel marzo scorso a favore dell’ospedale Le Bon Samaritan, in Ciad, il progetto di emergenza contro il coronavirus gestito direttamente dal Magis, l’opera missionaria della provincia euro-mediterranea dei Gesuiti e finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Tra le iniziative, formazione specialistica sul Covid-19 a personale sanitario, avvio del laboratorio Covid-19, installazione di quattro letti per la terapia sub-intensiva e donazione di dispositivi di protezione individuale.

Quello in Ciad è l’unico ospedale al mondo appartenente alla Compagnia di Gesù, fondato da padre Angelo Gherardi, missionario gesuita italiano in Ciad da oltre 50 anni. Grazie al bando straordinario promosso dall’Ufficio per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo della Cei con i fondi dell’8 per mille, è stato possibile rifornire il personale sanitario di dispositivi di protezione individuale. Vista la presenza del Magis, il ministero della Sanità del Ciad ha chiesto supporto nella formazione di infermieri e studenti e proposto di effettuare un’indagine di sierosorveglianza per comprendere la reale diffusione del virus. La situazione è per ora sotto controllo: 1437 casi, 96 decessi, 73 casi attivi e l’88,2% di tasso di guarigione.

L’attenzione sul Covid-19 lascia però indietro il supporto per altre malattie che continuano a provocare migliaia di morti ogni anno, come la malaria, l’epatite, la poliomelite. Il laboratorio del Magis, oltre ai test, assicura per il Magis Sabrina Atturo, «sarà sempre più un centro di ricerca e analisi per le malattie tropicali. L’unica arma per contrastare il Covid-19 – sottolinea – è la solidarietà, che non ha limiti e barriere».

13 novembre 2020