Mamme almeno 40enni, evidenzia ancora la ricerca, per l’8,3% dei piccoli nati in Italia nell’ultimo anno; il 10,3% invece è stato messo al mondo da una under 25. Il risultato di una posticipazione della maternità molto accentuata per le madri italiane, visto che il 9,3% è over 40, mentre le under 25 sono solo l’8,2%. «Il fenomeno – commentano i ricercatori – è in atto dalla metà degli anni ’70 e spiega la denatalità osservata fino alla metà degli anni ’90». Successivamente «si è registrato un parziale recupero delle nascite precedentemente rinviate, in particolare da parte delle baby-boomers, che si è tradotto in un progressivo aumento dei nati da madri over35, soprattutto al Nord e al Centro».

Cresciuta notevolmente, di generazione in generazione, su tutto il territorio nazionale l’età mediana al primo figlio, con «significative differenze territoriali» per le generazioni più giovani. Per le nate nel 1970 infatti l’età mediana al primo figlio si attesta intorno ai 31 anni per il centro-nord mentre nel mezzogiorno è di poco superiore ai 27 anni. Insomma, «ancora oggi esistono “due Italie” per quanto riguarda le strategie riproduttive». Circa una donna su 4 al nord non ha figli, mentre al centro è poco più di una su cinque per la generazione del 1970; il 30% al nord e il 24% al centro hanno un solo figlio. Molto più bassa, per quanto in aumento, la percentuale di donne che nel mezzogiorno non ha figli: meno del 20% per le nate nel 1970; nello stesso tempo il modello con due figli è il più frequente al sud, con il 71% delle donne nate nel 1970.

29 novembre 2016