In Libano «bambini e famiglie hanno ancora bisogno di aiuti»

Diffuso il rapporto dell’Unicef: «Cruciale fornire sostegno psicosociale per elaborare i traumi subiti durante e dopo le esplosioni». Già raggiunte 33mila persone

Sono passati 100 giorni dalle esplosioni che hanno travolto Beirut ma i bambini e le famiglie colpite hanno ancora bisogno di supporto per ricostruire le loro vite. Lo denuncia l’Unicef, in un rapporto diffuso oggi, 11 novembre. Per questo supporto, si legge nel testo, è «cruciale fornire ai bambini e alle famiglie colpite un sostegno psicosociale che permetta loro di elaborare i traumi subiti durante e dopo le esplosioni».

A oggi il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia ha raggiunto più di 33mila persone attraverso una serie di interventi, tra cui 7.200 bambini, genitori e persone che si occupano di assistenza primaria ai bambini attraverso spazi a misura di bambino nelle aree colpite e incontri tra coetanei.  Nelle parole di Yukie Mokuo, rappresentante Unicef per il Libano, «fornire ai bambini e ai genitori un sostegno psico-sociale è un passo fondamentale per aiutare le persone a ricostruire le loro vite distrutte. Mentre le cicatrici immediate cominciano a guarire, grazie agli straordinari sforzi sul campo, le ferite profonde – visibili e invisibili – dei bambini e delle famiglie di un Paese che sta vivendo molteplici emergenze richiederanno una solidarietà, un impegno e un sostegno continui».

Finora, Unicef ha ricevuto il 33% dei 50 milioni di dollari necessari per rispondere ai bisogni dei piccoli e delle famiglie ma il numero di bambini, genitori e tutori che hanno ancora bisogno di sostegno è ancora alto. Di qui la richiesta di «aumentare urgentemente i fondi per i programmi chiave, compresa la protezione dei bambini».

11 novembre 2020