Inaugurato a Tiburtina il Festival della cultura paralimpica

Fino al 23 novembre la stazione si veste delle insegne del mondo paralimpico, con appuntamenti dedicati a sport e disabilità. Mostre, film, libri, spettacoli e seminari. Il presidente Cip Pancalli: «La cultura passa attraverso lo sport»

Un altro tassello in quel lungo viaggio che sta cambiando la cultura del nostro paese: è partito alla stazione Tiburtina di Roma il Festival della cultura paralimpica, la manifestazione voluta dal Comitato italiano paralimpico per celebrare i propri atleti e riflettere sull’evoluzione culturale che anche attraverso lo sport ha cambiato la percezione della disabilità nel nostro paese. Tre giorni di eventi culturali fra libri, film, documentari, seminari e convegni, in collaborazione con Inail, Grandi Stazioni, Ferrovie dello Stato italiane e il contributo di Mediobanca, Eni, Toyota, Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e di SuperAbile Inail. Il programma dalla manifestazione prevede circa 30 appuntamenti e la partecipazione di oltre 100 ospiti e 1.000 studenti provenienti da tutta Italia. Fra gli eventi, anche il IX seminario Redattore Sociale Roma, “Da handicappati a paralimpici: lo sport paralimpico nei media italiani”, che affronterà il tema dell’evoluzione linguistica nel giornalismo sportivo e non solo.

In occasione della inaugurazione del Festival, nel pomeriggio di ieri, 20 novembre, insieme al messaggio di sostegno espresso a nome del governo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è arrivata anche la partecipazione del ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana. «Questo movimento sta entrando nel cuore degli italiani – ha dichiarato Fontana -. Grazie agli atleti, non solo per le vittorie ma perché ci fanno capire quanto è importante lo sport, non solo per chi ha una disabilità. Sono un esempio per tutti». Anche dal premier Conte un «pensiero di profonda gratitudine», nel messaggio indirizzato al presidente del Cip Luca Pancalli, «a lei e a tutti coloro che hanno contribuito allo sviluppo del movimento paralimpico italiano, per il lavoro che quotidianamente viene compiuto. Esprimo ammirazione per i successi ottenuti nelle recenti manifestazioni internazionali, che contribuiscono a diffondere i valori rappresentativi di tutto il movimento. Con l’augurio di un lavoro proficuo e ricco di soddisfazioni, invio – ha concluso il presidente del Consiglio – il mio saluto a tutti i partecipanti, assicurando da parte mia e del governo il sostegno per le iniziative future».

«Il nostro obiettivo – ha affermato Luca Pancalli – è cambiare la percezione della disabilità e far conoscere le grandi potenzialità dello sport. Perché la cultura passa anche attraverso lo sport. Stiamo mettendo in atto una rivoluzione culturale silenziosa. La giornata di oggi è un tassello di un grande percorso che stiamo costruendo da più di 20 anni. Abbiamo scelto una stazione perché è un punto di arrivo ma anche di partenza. Vogliamo penetrare tra la gente attraverso le gesta dei nostri grandi campioni, che raccontano un pezzo di sport italiano importante. Le politiche sportive non sono solo quelle che possono portare un fine ma anche per far crescere un Paese, e un Paese cresce quando cresce la sua cultura». Un mondo paralimpico «che attraverso lo sport – ha concluso Pancalli – vuole contagiare positivamente la cultura del Paese».

La presidente di Rete Ferroviaria Italiana Claudia Cattani ha ricordato che «il Gruppo FS Italiane, attraverso le sue società, dedica da sempre grande attenzione alle persone con disabilità. È per questo che siamo orgogliosi di poter dare risalto alle opportunità offerte dallo sport paralimpico e allo stesso tempo ricordare quanto stiamo realizzando sul fronte dell’accessibilità, con il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni e i preziosi servizi di assistenza offerti dal circuito nazionale delle Sale Blu». Intervenuto anche il vice presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli: «Oggi la cultura paralimpica ci indica una strada. Le istituzioni non devono solo ammirare chi si trova a lanciare sfide per superare le difficoltà ma devono riconoscere la forza di volontà insita in una ripartenza e hanno il dovere di favorire questo processo».

A dare voce all’Inail, il direttore generale Giuseppe Lucibello. «L’Istituto – ha detto -, dopo essere stato protagonista della nascita del movimento paralimpico in Italia con l’azione del dottor Antonio Maglio, ha seguito tutte le tappe del suo sviluppo, e ancora oggi con le attività sulle protesi, grazie al Centro Protesi Inail, e nel campo della ricerca, mette a disposizione ciò che è necessario per l’ulteriore avanzamento della cultura paralimpica».

21 novembre 2018