“Inps per tutti”: con i più vulnerabili, per l’accesso alle prestazioni sociali

Rinnovato l’accordo tra istituto di previdenza, Caritas, Anci e Sant’Egidio. L’obiettivo: aiutare a orientarsi per accedere alle misure pubbliche esistenti

Chi vive una condizione di vulnerabilità sociale ha sì bisogno di sostegno economico e materiale ma spesso necessita di essere affiancato per ricevere informazioni che gli permetta di accedere a una serie di aiuti pubblici erogati dallo Stato, come la pensione di invalidità, il reddito di cittadinanza, l’assegno sociale e quello per i nuclei con figli minori, ai quali non sa di avere diritto. Per questo nel 2019 è nato “Inps per tutti”, progetto voluto dall’istituto previdenziale che, in collaborazione con la Caritas italiana, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani e la Comunità di Sant’Egidio, favorisce l’accesso alle prestazioni sociali per coloro che ignorano il funzionamento del sistema di welfare italiano o che hanno riscontrato difficoltà nel ricevere aiuti già richiesti e fruiti. L’accordo ha durata annuale ed è stato rinnovato già due volte, l’ultima nell’estate 2022, e scadrà a giugno 2023. Lo scorso anno mille persone abitualmente assistite dalle organizzazioni di volontariato sono state messe a conoscenza delle misure che spettavano loro di diritto.

Per spiegare i dettagli dell’iniziativa, Caritas italiana ha pubblicato sul proprio sito una serie di domande e risposte, specificando, tra l’altro, che «l’accordo quadro di collaborazione nazionale sul progetto “Inps per tutti” non prevede nessuna remunerazione per nessuno dei sottoscrittori coinvolti. È un accordo di collaborazione a titolo gratuito tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), l’Associazione nazionale Comuni italiani, la Caritas italiana e la Comunità di Sant’Egidio. Inoltre, come precisato nell’art. 5 dell’accordo rinnovato nel 2022: “Sono a carico di ciascuna delle parti gli oneri sostenuti per l’attuazione del presente Accordo quadro”».

Nel periodo pre Covid, e a maggior ragione subito dopo la pandemia, molti utenti delle Caritas e delle altre organizzazioni di volontariato hanno chiesto aiuto per orientarsi nei meandri burocratici per accedere alle misure pubbliche esistenti, per essere guidati nel compilare le domande, o perché improvvisamente si sono visti sospendere erogazioni di contributi pubblici. In questi casi, gli operatori contattano innanzitutto i Caf e i patronati a cui le persone si sono già affidati, poi si rivolgono al contact center dell’Inps e infine attivano il canale “Inps per tutti” a livello locale, dato che il problema spesso può essere risolto dalle agenzie territoriali Inps di competenza. «Il lavoro che fanno le Caritas – spiega l’organismo pastorale della Cei per la promozione della carità – consiste quindi nella mediazione con l’Inps locale, funzione che non si sovrappone bensì si aggiunge ed è successiva al lavoro tecnico che invece svolgono Caf e patronati».

Dal nord al sud Italia, sono a oggi una dozzina le Caritas diocesane coinvolte nel progetto e sono stati stilati protocolli regionali con alcune delegazioni regionali, in particolare Lombardia e Veneto. Caritas italiana precisa inoltre che l’accordo “Inps per tutti” «non è un accordo esclusivo» e «chiunque fosse intenzionato a partecipare a livello nazionale può segnalarlo all’Inps nazionale, mentre a livello locale basta contattare l’Inps provinciale per verificare che il progetto sia attivo e chiedere di poter aderire».

13 gennaio 2023