Iraq, l’appello all’unità del patriarca Sako
Il primate della Chiesa caldea invita tutti i cristiani a esprimere «una posizione unitaria» sui processi politici e sociali in atto nel Paese
Il primate della Chiesa caldea invita tutti i cristiani a esprimere «una posizione unitaria» sui processi politici e sociali in atto nel Paese, senza rimanere spettatori
Non procedere in ordine sparso, esasperando i fattori identitari di ogni comunità ecclesiale, ma esprimere una posizione unitaria sui processi politici e sociali in atto nel Paese, presentandosi come «componente cristiana». È l’invito rivolto dal patriarca caldeo Louis Raphael I Sako a tutti i cristiani dell’Iraq, davanti alla situazione d’emergenza in cui versa la nazione: un appello a «non rimanere spettatori sulla scena irachena» e a «trovare una visione comune e una comune “tabella di marcia”», anche per tutelare insieme il «diritto di essere trattati come gli altri».
Secondo il primate della Chiesa caldea, il ricorso all’espressione “componente cristiana” per esprimere la posizione unitaria dei cristiani iracheni in rapporto alle vicende politiche e sociali e alle istituzioi nazionali «non contrasta con la salvaguardia di identità millenarie» e, in più, consente di «non perdere tempo a litigare» intorno a tale patrimonio identitario. La Chiesa caldea, si legge in una nota diffusa del patriarcato, «vuole porsi al servizio di tutti i cristiani e di tutti gli iracheni per contribuire al processo di riconciliazione», indispensabile per ritornare a una situazione di convivenza pacifica.
Quello del “settarismo” dominante nel contesto mediorientale è un rischio dal quale già all’inizio del suo ministero patriarcale, nel 2013, Sako aveva messo in guardia i cristiani. «Noi come vescovi – le parole del patriarca – dobbiamo essere vigilanti contro queste forme malate di vivere la propria identità».
19 dicembre 2016

