Istituzioni alleate su un “Patto per Centocelle”

Il Borgo Ragazzi Don Bosco lancia la proposta di «attivare processi virtuosi per contrastare circoli viziosi». Tra i primi firmatari il vescovo ausiliare Gianpiero Palmieri

Il carisma di don Bosco e la sua forte attenzione alle questioni sociali trovano concretezza in un’alleanza tra istituzioni. Fare rete per rispondere concretamente ai fabbisogni dei giovani è ciò a cui mira il patto educativo territoriale per Centocelle promosso dal Borgo ragazzi don Bosco di via Prenestina. Il primo appuntamento per porre le basi alla stesura del documento si è tenuto venerdì 31 gennaio, giorno in cui la Chiesa fa memoria del santo dei giovani, nella nuova sala polifunzionale del Borgo intitolata a don Cadmo Biavati, primo direttore del Borgo dal 1948 al 1962.

I lavori si sono svolti durante il seminario “Per educare un bambino serve un intero villaggio” organizzato in vista dell’evento mondiale del 14 maggio per “Ricostruire il patto educativo globale” lanciato da Papa Francesco allo scopo di ravvivare l’impegno per un’educazione aperta ed inclusiva. «Per parlare di un patto universale bisogna partire dal locale e vorremmo dare impulso ad un cammino per i giovani che hanno in mano la costruzione di un mondo migliore», ha detto don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco, spiegando il senso dell’iniziativa avviata in collaborazione con Salesiani per il Sociale e Impresa Sociale Con i Bambini.

Dispersione scolastica, sfida relazionale ed affettiva, la realtà delle nuove culture del mondo giovanile sono alcuni campi che richiedono intervento e sui quali i salesiani, da 72 anni presenti nel quartiere, hanno deciso di coinvolgere il V Municipio, le scuole, i genitori, le realtà associative ed ecclesiastiche del territorio per dare risposte ai ragazzi sempre più sfiduciati e per contrastare la cultura dell’odio, della divisione e dell’esclusione. L’intento, si legge nella bozza del documento, è quello di «attivare processi virtuosi per contrastare circoli viziosi».

Spesso al centro delle cronache – come i recenti attentati incendiari ai locali commerciali – il quartiere è segnato dallo stigma della marginalità che offusca la voglia di riscatto e le numerose attività giovanili volte a rilanciare il territorio. Dai dati del piano regolatore sociale municipale 2018-2020 emerge che il V Municipio è composto per il 15% da minori e quelli compresi tra i 12 e i 17 anni sono 12.127. Il patto educativo per Centocelle, che ruota intorno al progetto “Dare di più a chi ha avuto di meno”, mira quindi a potenziare e consolidare la cooperazione tra le realtà territoriali per rispondere alle tante povertà educative partendo dalle famiglie in difficoltà.

«Vogliamo essere una famiglia accogliente in una casa dove tante vocazioni diverse interagiscono», ha aggiunto don Daniele. Per Andrea Zampetti, docente di pedagogia sociale all’Università Pontificia Salesiana, chiarezza, convergenza, compito, coraggio, coinvolgimento sono le cinque parole chiave per costruire un patto educativo il quale richiede un’apertura e un’alleanza stretta con il territorio, compreso il centro sociale Forte Prenestino con cui «è possibile creare sinergia e fare qualcosa insieme».

Patto educativo, seminario Borgo Ragazzi don Bosco, Mario Podeschi, Wanda Giacomini, 31 gennaio 2020Il V Municipio ha una popolazione pari a Verona o a Messina, ha spiegato Mario Podeschi, assessore municipale alle Politiche sociali, che ha parlato dei vari problemi del territorio come l’emergenza abitativa «verso la quale urgono risposte» e la necessità di recuperare il rapporto con la famiglia, «un’agenzia che sta venendo meno». Ristabilire un’alleanza educativa è l’obiettivo primario anche per Wanda Giacomini, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Largo Cocconi. «La scuola – ha evidenziato – oggi è chiamata anche ad educare oltre ad assolvere il compito specifico di istruire». Tra i primi firmatari della bozza del patto educativo il vescovo ausiliare Gianpiero Palmieri che ha partecipato all’incontro moderato da Alessandro Iannini, responsabile dell’area “Rimettere le ali”.

3 febbraio 2020