La basilica lateranense, «mater et caput». Una storia di 1.700 anni

Al via le celebrazioni per l’anniversario. È la prima cattedrale della cristianità; il suo battistero è il modello di tutti gli altri. Da qui si irradia il ministero universale del Papa

La cattedrale è un segno splendido e luminoso della Chiesa di pietre vive che vi si raduna per pregare e celebrare i sacramenti (1Pt 2,4-5). Nell’Antico Testamento il Tempio di Gerusalemme era il segno della presenza del Signore presso il suo popolo, era il luogo di incontro tra Dio, Colui che è tre volte santo (Is 6,1ss) e Israele, il popolo dell’alleanza. Quando Salomone celebrò la consacrazione del tempio volle sottolineare il suo valore simbolico, disse: «i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito» (1Re 8,27). Gesù ne chiarì ancora di più il significato quando indicò nel suo corpo il vero Tempio (2,19-22), e il suo corpo siamo noi, tempio vivente (1Cor 3,16), pietre vive che riunite nell’amore lo edificano.

Gli elementi che caratterizzano la basilica rimandano tutti alla realtà della Chiesa. Nella cattedra è rappresentata la continuità apostolica e la viva testimonianza della fede che si trasmette e si perpetua, di generazione in generazione, nel ministero episcopale e nell’evangelizzazione. Il suo altare è il cuore pulsante della diocesi, perché qui si celebra il mistero pasquale che la vivifica, da qui si irradia la grazia che santifica, da qui salgono le preghiere del popolo fino al cospetto di Dio.

La nostra cattedrale di Roma celebra nel 2024 i 1700 anni della sua dedicazione, un anno straordinario per il suo significato e una occasione unica per riscoprire anche la bellezza della vocazione della nostra città, che il Signore ha voluto innalzare come segno di unità e testimonianza viva di carità per tutta la Chiesa. Il cammino sinodale intrapreso ci donerà l’occasione, in quest’anno celebrativo, di cogliere ancora più profondamente il significato spirituale della nostra basilica, casa comune di tutta la comunità ecclesiale. L’architetto Borromini, quando operò la sua ristrutturazione nel 1646, la volle tutta bianca, bella e splendente come la sposa dell’Apocalisse che discende dal cielo per Cristo suo sposo (Ap 21,2). In questi mesi si stanno approntando dei lavori di restauro, in preparazione del prossimo Giubileo; ne nascondono un poco la bellezza, ma rappresentano simbolicamente un aspetto dinamico e sempre in fieri della nostra Chiesa, chiamata a rinnovarsi, a operare un “restauro” affinché si manifesti ancor più la sua bellezza, così come il Sinodo auspica per tutta la comunità cristiana.

Nei cartigli in marmo, posti dinanzi alla facciata settecentesca, la basilica viene chiamata “Mater et Caput”, non solo perché essendo la cattedrale di Roma è il luogo da cui si irradia il ministero universale del Papa, ma perché nella storia fu la prima cattedrale della cristianità e il suo battistero è il primo e il modello di tutti gli altri. Con la sua forma ottagonale è segno dell’ottavo giorno, ci rammenta il primo giorno della nuova creazione, quello luminoso della risurrezione di Cristo. Qui tutti noi siamo nati, qui «sono tutte le mie sorgenti» (Sal 87,7). La storia collega strettamente la basilica alle vicende dell’impero di Roma e a Costantino che nel 324 ne volle l’edificazione; dopo 1.700 anni la sua vocazione universale continua.

Oggi questo luogo ha ancora una grande responsabilità: essere faro d’amore e di fede per ogni comunità del mondo, essere davvero “madre e punto di riferimento” di tutte le Chiese. Giovedì 9 novembre, festa della dedicazione della basilica lateranense, daremo inizio a queste celebrazioni che vedranno sia momenti liturgici solenni che attività culturali e artistiche. Questi eventi intendono sottolineare il valore spirituale e culturale della cattedrale di Roma, facendone meglio conoscere la storia. Le attività proseguiranno per tutto il 2024 con concerti, conferenze, percorsi storico-artistici guidati e celebrazioni solenni nelle date più significative. Infatti, oltre alla data del 9 novembre, avremo eventi nella solennità dell’Ascensione, festa titolare della basilica dedicata al Santissimo Salvatore, e nella solennità di san Giovanni Battista, che insieme a san Giovanni Evangelista è santo titolare della cattedrale. Inoltre, saranno coinvolte tutte le parrocchie romane affinché possano visitare e riscoprire la bellezza della basilica e soprattutto riconoscere in lei il segno di comunione che essa rappresenta.

Possa quest’anno essere per la nostra Chiesa romana una vera preparazione al prossimo Giubileo, sentiamoci protagonisti di questo cantiere stupendo in cui ci impegniamo con entusiasmo nella costruzione della nostra Chiesa, fatta di pietre vive, bella come la cattedrale di Roma.

7 novembre 2023