La Chiesa piange il cardinale Etchegaray

96 anni, tra i più stretti collaboratori di Giovanni Paolo II, aveva organizzato lo storico incontro interreligioso di Assisi nel 1986. Il ricordo di Francesco

Avrebbe compiuto 97 anni tra pochi giorni il cardinale Roger Etchegaray, presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e pace e del Pontificio Consiglio Cor Unum, deceduto nel pomeriggio di ieri, 4 settembre, nella cittadina basca di Cambo-les-Bains, in Francia. Classe 1922, originario di Espelette, nel cuore dei Paesi Baschi (diocesi di Bayonne), era sacerdote dal 1947. Dal 1966 al 1970 segretario generale dell’episcopato francese, nel 1969 diventa ausiliare per l’arcidiocesi di Parigi, quindi vescovo di Marsiglia, fino al 1984. Nel 1975 succede al cardinale Marty alla presidenza della Conferenza episcopale francese, fino al 1981.

Primo presidente del nuovo Consiglio europeo delle Conferenze episcopali – dal 1971 -, fortemente impegnato nel rinnovamento ecclesiale avviato dal Concilio Vaticano II, promuove il dialogo e l’ecumenismo, la giustizia insieme all’evangelizzazione. Ama una Chiesa viva, attenta alle sfide dell’umanità concret,a a partire da una fede fondata sull’incontro con Cristo. Nel 1979 Giovanni Paolo II lo crea cardinale e nel 1984 lo nomina presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace – incarico mantenuto fino al 24 giugno 1998 – e presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, fino al 2 dicembre 1995. In questo periodo il porporato svolge un instancabile servizio a favore della pace, dei diritti umani e dei bisogni dei più poveri. Organizza lo storico Incontro di pace di Assisi nel 1986 tra i rappresentanti delle principali religioni, di fronte alle tensioni crescenti nel mondo diviso in blocchi e davanti ai timori di una guerra nucleare. E compie importanti missioni diplomatiche per la Santa Sede: nel maggio 2002 è a Gerusalemme per chiedere la pace in Medio Oriente e nel febbraio 2003 è a Baghdad per portare il messaggio di riconciliazione del Papa.

Nel 1994 viene nominato presidente del Comitato Centrale del Grande Giubileo dell’Anno 2000 e in tale veste dirige la preparazione e lo svolgimento dell’Anno Santo del 2000. Nel 2005 diventa vice-decano del Collegio cardinalizio, incarico cui rinuncia nel 2017 per l’avanzare dell’età. Papa Francesco lo vuole salutare personalmente prima che lasci Roma per la Francia. Parallelamente, questa mattina, 5 settembre, appresa «con dolore» la notizia della sua morte – ha riferito il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni -, lo ha ricordato, «uomo di dialogo e di pace», nella Messa presieduta nella nunziatura di Maputo, in Mozambico, dove si trova in visita apostolica. Con lui il pontefice ha ricordato anche il cardinale José de Jesús Pimiento Rodríguez, scomparso il 3 settembre.  In un telegramma di cordoglio inviato a Marc Aillet, vescovo di Bayonne, il Papa ricorda con commozione il cardinale Etchegaray che, afferma, è stato non solo «un consigliere ascoltato e apprezzato, soprattutto in situazioni difficili per la vita della Chiesa in diverse regioni del mondo», ma un pastore amato dalla gente e un «uomo di profonda fede e con lo sguardo rivolto agli estremi confini della terra, sempre vigile quando si trattava di annunciare il Vangelo agli uomini di oggi».

Con il cardinale Etchegaray – è il ricordo della Comunità di Sant’Egidio – «scompare un vescovo che ha interpretato al meglio il pontificato di Giovanni Paolo II, particolarmente negli scenari più complessi del mondo». Negli anni del suo lungo ministero, osservano, «ha servito il Vangelo e la Chiesa, animato da passione per l’incontro, il dialogo e la pace». La Comunità lo ricorda «con gratitudine per la collaborazione e il sostegno alle iniziative di dialogo e in particolare agli incontri interreligiosi nello “spirito di Assisi”, di cui fu all’inizio, nell’ottobre 1986, il principale organizzatore».

La Messa di esequie si svolgerà lunedì prossimo, 9 settembre, nella cattedrale di Santa Maria a Bayonne.

5 settembre 2019