La Consulta antiusura sollecita la nomina del comissario antiracket

L’organismo intitolato a Giovanni Paolo II, che riunisce 28 Fondazioni, sollecita il premier Renzi: «Le vittime hanno bisogno di aiuti urgenti»

«Sono ormai trascorsi ben quattro mesi dal congedo per pensionamento di Santi Giuffrè e ancora il Governo non ha nominato il nuovo commissario antiracket e antiusura». La Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II”, che riunisce le 28 Fondazioni antiusura, incalza il governo Renzi tornando a «sollecitare il nuovo commissario antiracket e antiusura, il quale sembra che sia stato già individuato nella persona del prefetto di Venezia».

Già nei mesi scorsi le diverse Fondazioni antiusura hanno sollecitato il premier Matteo Renzi per un rapido superamento dell’impasse. Il motivo è semplice: la situazione, fanno notare dalla Consulta, «sta generando enormi pregiudizi anche economici a chi ha deciso di schierarsi per la legalità denunciando usurai ed estortori. Le Prefetture sono bloccate; le Fondazioni che assistono le vittime non hanno più giustificazioni per spiegare l’inerzia del governo; il Comitato di solidarietà presso il ministero dell’Interno sono ormai 4 mesi che non viene convocato e che, di conseguenza, non delibera erogazioni in favore delle vittime». Tutto questo, «proprio mentre si invoca una riforma costituzionale che renda il Paese più efficiente, almeno nelle intenzioni».

Eppure, il nuovo commissario sembra sia stato già individuato nella persona del prefetto di Venezia. La richiesta della Consulta nazionale antiusura è di affrettare la nomina, perché «le vittime che hanno perso tutto, svuotate anche della dignità, hanno bisogno di interventi e aiuti urgenti per sopravvivere».

16 novembre 2016