La fede e Springsteen, un libro sulle radici cattoliche del Boss

Luca Miele, giornalista di Avvenire, indaga sul rapporto aperto, conflittuale e controverso del rocker americano con la religione. La sua musica attraversata da simboli e figure religiose

«Una notte d’estate in una stanza buia / entrò una minima parte della luce eterna del Signore / urlando come se avesse inghiottito la luna accesa / Nelle braccia di sua madre c’era tutta la bellezza possibile / Come le parole mancanti di una preghiera / che non sarei mai riuscito a inventare». Parole tratte da “Living proof” di Bruce Springsteen, il Boss del rock. Una canzone che era un inno alla paternità e alla gioia che ne scaturisce. Ma che dice anche quanto la produzione del Boss sia attraversata da simboli e figure religiose. Del resto lo disse lui stesso più di una volta: «Se sei cattolico lo resti per sempre. E non potrebbe essere altrimenti, se fin da bambino sei abituato ad ascoltare preghiere. E poi, nei miei brani, c’è tanta Bibbia, tanto Vecchio Testamento».

A indagare sul rapporto, sempre aperto, conflittuale e controverso, di Springsteen con la fede ha pensato Luca Miele, giornalista di Avvenire, con il suo libro “Il vangelo secondo Bruce Springsteen” (Claudiana). Un piccolo trattato su un argomento già oggetto di studi e articoli, perfino su La Civiltà cattolica. Senza la pretesa, tuttavia, come chiarisce l’autore, di incollare etichette al rocker americano. Ma con l’intento di «interrogarne l’ispirazione, sondarne l’universo poetico, consapevoli che un corpus musicale, per sua natura, non è compatto e unitario, ma è aperto, frammentario, segue correnti alternate, è attraversato da personaggi che vivono, lottano, agiscono e reagiscono in maniera diversa, spesso opposta, contraddittoria». Un viaggio, insomma, all’interno dei sogni e delle tensioni di Springsteen, dalla fede in una terra promessa (“The promised land”) all’invocazione di «un salvatore per queste strade» (“Thunder road”) o al tempo in cui la sua voce si fa preghiera (“My city of ruins”).

17 gennaio 2018