La nave di Open Arms fa rotta verso la Spagna

Dopo il recupero in mare della camerunense Josephine e dei cadaveri di un’altra donna e di un bambino, l’ong dichiara: «Non è sicuro attraccare in Italia»

Il direttore delle operazioni di bordo della ong Proactiva Open Arms Riccardo Gatti parla ai microfoni di Inblu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, dopo il recupero in mare della camerunense Josephine, ancora viva, e dei cadaveri di un’altra donna e di un bambino. «Ci dirigeremo verso la Spagna – afferma – anche se l’Italia ci ha dato la disponibilità di un porto di sbarco a Catania. Abbiamo rifiutato il porto di sbarco italiano dopo le dichiarazioni del governo e per il fatto che non crediamo che in Italia ci sia un porto sicuro»

Dopo una giornata dominata dal braccio di ferro con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, i volontari della ong hanno preso la loro decisione, anche in virtù del fatto che la possibilità di approdare a Catania «è stata comunicata solo alle 23 di martedì 17 luglio». Ancora, «risulta incomprensibile – continuano da Open Arms – perché la disponibilità iniziale ad accogliere la donna in stato di grave ipotermia non sia stata accompagnata dalla stessa disponibilità per i due cadaveri ritrovati», essendo ancora da verificare se siano parenti tra loro. «Siamo anche preoccupati – sottolinea Gatti – per la donna da noi salvata per la sua tutela e la piena libertà nel rendere una testimonianza in sicurezza perché Salvini ha dichiarato che tutto ciò che abbiamo detto è una fake news. Questo ci fa pensare che non sia sicuro attraccare in Italia».

Il timore espresso dal direttore delle operazioni di bordo è che «tutte queste dichiarazioni del governo italiano vadano tutte nella stessa direzione: la criminalizzazione delle ong. Purtroppo la spregiudicatezza di queste accuse non può farci stare tranquilli. A Lampedusa – ha aggiunto Gatti – saremmo già arrivati. Per il porto di Catania ci vorrebbe un giorno mentre per arrivare in Spagna ci vorranno circa 3 giorni. Abbiamo richiesto il porto spagnolo più vicino che probabilmente sarà Palma di Maiorca».

18 luglio 2018