La pace, «metodo di ricerca e di lavoro»

L’indicazione affidata dal cardinale De Donatis alla comunità della Lateranense, di cui è Gran Cancelliere, nella Messa per l’inizio del nuovo anno accademico

«Sostenere con lo studio e con la competenza professionale gli studenti che già operano e che opereranno a livello internazionale facendo della pace un metodo di ricerca e di lavoro». Questo l’invito rivolto dal cardinale vicario Angelo De Donatis agli studenti, ai docenti e al personale accademico della Pontificia Università Lateranense durante la Messa celebrata questa mattina, lunedì 7 ottobre, per l’inizio del nuovo anno accademico. Nell’Aula Magna Benedetto XVI, De Donatis, che è anche Gran Cancelliere dell’ateneo, ha ricordato che l’offerta formativa da quest’anno si è ampliata con il nuovo ciclo di studi in Scienze della pace istituito da Papa Francesco con la lettera “Il desiderio di pace” del 12 novembre 2018 e al quale si sono già iscritti una ventina di studenti.

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Beata Vergine Maria del Rosario, memoria liturgica che risale alla vittoria riportata nel 1571 dalla flotta cristiana su quella musulmana dell’impero ottomano nella battaglia di Lepanto, il cardinale vicario ha ricordato il documento sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” sottoscritto il 4 febbraio scorso negli Emirati Arabi da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb. «Accogliamo l’invito che il documento ci rivolge – ha esortato il cardinale vicario – perché ne facciamo oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le scuole, nelle università, negli istituti di educazione e formazione, al fine di contribuire a creare nuove generazioni che portino il bene e la pace e difendano il diritto degli oppressi e degli ultimi».

Uno dei titoli con i quali è invocata la Vergine nella preghiera del Rosario è proprio Regina della Pace e affidandosi a Lei il porporato ha incitato a iniziare questo nuovo percorso di studi «con lo spirito e la fiducia che la via della pace è l’unica via lungo la quale i discepoli del Signore sono chiamati a camminare e a ritrovare i loro fratelli in tutto il mondo». Celebrando con i decani e i presidi di facoltà e istituti, con il pro rettore monsignor Antonio Pitta e con il cappellano don Marco Seminara, il cardinale De Donatis nella sua omelia si è soffermato sull’importanza della preghiera quotidiana che viene «prima dell’insegnamento perché senza la preghiera, senza l’intimità con Dio, senza essere cambiati nel profondo dall’incontro con Lui, l’insegnamento della teologia perde il suo oggetto e diventa retorica. La preghiera ci custodisce in quella relazione con il mistero di Dio che è la sorgente della scienza, della sapienza e della carità», ha affermato, spiegando inoltre che «il dono dello Spirito Santo non avviene automaticamente ma va implorato e pregato con assiduità».

Dal rettore Vincenzo Buonomo, professore ordinario di Diritto Internazionale, l’impegno a proseguire nel lavoro che da 247 anni fa della Pontificia Università Lateranense «un polo di eccellenza». “L’università del Papa”, come la definì San Giovanni Paolo II in occasione della sua visita il 16 febbraio 1980, risale al 1773 ed è divenuta formalmente “università” nel 1959. Al servizio della Chiesa universale e della cultura, è presente in 17 Paesi con 39 sedi e collega più di 5mila studenti. L’ateneo di piazza San Giovanni, che ha un legame ben radicato con la diocesi di Roma, oggi ha quattro facoltà (Filosofia, Teologia, Diritto Civile, Diritto Canonico), due istituti (Pastorale Redemptor hominis e Utriusque iuris) e un Centro di alti studi di formazione e specializzazione post-laurea. La comunità lateranense, caratterizzata da una forte dimensione internazionale, conta oltre 1.500 studenti e 150 docenti provenienti da tutti e cinque i continenti.

7 ottobre 2019