La statua della Madonna profanata dall’Isis arriva nelle parrocchie italiane

L’itinerario spirituale promosso da Acs, scandito dalla testimonianza dei sacerdoti iracheni. Monteduro: «Fare memoria delle sofferenze di una comunità»

Arriva da Batnaya, nella Piana di Ninive, la scultura mariana profanata dall’Isis che la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) porta in Italia, in una sorta di pellegrinaggio che toccherà le parrocchie del nostro Paese. Un itinerario spirituale che avrà un’anteprima domenica 13 giugno a Giussano (Monza e Brianza), nella Comunità pastorale San Paolo, per svilupparsi poi dal 1° settembre fino all’inizio dell’Avvento. Tappa dopo tappa, alcuni sacerdoti iracheni – in presenza o in videoconferenza – accompagneranno la scultura della Vergine, portando la loro testimonianza sugli attacchi subiti, sulla reazione della comunità cristiana locale e internazionale, ma anche sulla situazione attuale e sulle prospettive future.

«L’iniziativa – afferma il direttore di Acs Italia Alessandro Monteduro – consoliderà il legame fra le comunità cattoliche italiana e irachena, fisserà nella nostra memoria questa orribile pagina storica affinché non ne dimentichiamo le tante lezioni, rappresenterà un messaggio di perdono e riconciliazione. Statue mariane orrendamente mutilate, icone di Cristo distrutte, immagini sacre usate per il tiro al bersaglio, tombe profanate, chiese, santuari, monasteri, case e negozi messi a ferro e fuoco, oltre ovviamente ai fratelli uccisi o feriti: è questa – prosegue – la scia di morte e odio lasciata dai jihadisti nella Piana di Ninive, in Iraq». La comunità cristiana locale, ricorda ancora il direttore di Acs Italia, «fu brutalmente scacciata».

Al terrore jihadista in questi anni si è contrapposta però una risposta organizzata e duratura, coordinata dal Nineveh Reconstruction Committee e frutto dell’impegno delle Chiese locali e delle comunità cristiane internazionali. E i benefattori di Acs, evidenziano dalla fondazione,  «hanno contribuito in modo rilevante all’opera di ricostruzione». Secondo gli ultimi dati disponibili, 9.176 famiglie sono tornate a casa, cioè oltre il 45% di quelle sfollate. Quasi il 57% delle abitazioni è stato ricostruito o ristrutturato.

«Durante la Messa celebrata lo scorso 7 marzo da Papa Francesco nello stadio iracheno di Erbil  – ancora le parole di Monteduro – è stata esposta alla devozione dei fedeli un’analoga statua della Madonna le cui mani erano state mozzate dai terroristi. Acs, con il medesimo spirito, vuole che si faccia memoria delle sofferenze di un’intera comunità cristiana, simboleggiate dalla profanazione della statua di Batnaya, per consolidare la fede comune e per l’auspicata conversione dei persecutori».

8 giugno 2021