La Via Crucis dei giovani, segno per la città

Il 18 marzo l’iniziativa diocesana da piazza Venezia a San Giovanni in Laterano con il cardinale Agostino Vallini. Le voci di Leuzzi, Magnotta e Rosini

Il 18 marzo l’iniziativa diocesana da piazza Venezia a San Giovanni in Laterano con il cardinale Agostino Vallini. Le voci di Leuzzi, Magnotta e Rosini

Da piazza Venezia fino alla basilica di San Giovanni in Laterano, attraversando via dei Fori Imperiali e fermandosi a pregare davanti il Colosseo, lì dove furono martirizzati in nome di Cristo migliaia di uomini e donne. È la Via Crucis diocesana dei giovani, promossa da tre Uffici del Vicariato – quelli di pastorale universitaria, giovanile e vocazionale -, che partirà venerdì 18 marzo alle 20 davanti alla chiesa di Santa Maria di Loreto al Foro Traiano. «La Via Crucis – spiega il vescovo Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria – è un momento di testimonianza del cammino di fede che i giovani hanno vissuto nel percorso quaresimale. È infatti l’esperienza diretta dell’amore incondizionato di Cristo per noi. Questi ragazzi, che attraverseranno luoghi storici della Città Eterna, chiedono di essere amati per quello che sono, non solo per ciò che fanno. In loro c’è l’attesa dell’incontro con il Vangelo della Misericordia, che non è solo un atto di perdono ma una vera trasformazione della vita dell’uomo, che lo rende capace di essere protagonista di un mondo nuovo».

Le meditazioni delle 14 stazioni sono state scritte proprio dai giovani che hanno voluto raccontare le loro paure verso il futuro incerto, il disagio di non sentirsi adeguati alla società attuale e il timore di essere rifiutati, il dramma di tanti coetanei che a volte cercano rifugio nell’alcol o nella droga, ma anche la speranza e la certezza che la Croce non vuol dire solo dolore ma rappresenta la vittoria di Cristo sulla morte attraverso la sua Resurrezione. «La Via Crucis – sottolinea don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le vocazioni – non è solo il dolore di Cristo ma rappresenta il cammino dell’ uomo nuovo. La vita di questi ragazzi spesso è piena di precarietà, e a volte la difficoltà più grande è comprendere che quelle risposte che cerchiamo dal Signore ci vengono rese in maniera differente da come ci aspettavamo, e quindi dobbiamo fidarci ed affidarci: è lì la sfida più grande perché umanamente non è facile». Eppure la fragilità della loro gioventù può divenire anche una risorsa per la città. «Loro – continua don Fabio – vedono spesso delle soluzioni che noi adulti non riusciamo più a cogliere. Il loro sguardo è limpido e, nonostante le incertezze che vivono, riescono a percepire quei particolari che agli adulti spesso sfuggono».

L’ultima tappa della Via Crucis sarà nella basilica di San Giovanni in Laterano, dove i partecipanti, passando attraverso la Porta Santa, troveranno ad attenderli il cardinale vicario Agostino Vallini che concluderà la celebrazione. «Vivere così il Giubileo – dice don Antonio Magnotta, incaricato della pastorale giovanile – è significativo per i nostri giovani perché proprio la Croce diventa la risposta a tutti i loro dubbi, a quel sentirsi molte volte non compresi e amati nel modo giusto. Camminando per le strade di Roma, i ragazzi desiderano far sentire la loro presenza perché vogliono essere protagonisti per dare il loro contributo nuovo, concreto e pulito alla società in cui vivono».

16 marzo 2016