L’aborto farmacologico e la «solitudine» della donna

Antonio Lanzone, direttore dell'Istituto di clinica ostetrica e ginecologica del Gemelli, interviene dopo la determina della Regione Lazio che recepisce le linee guida ministeriali. «La legge 194 parla di organizzazione sanitaria e sociale del problema»

Parla di «promozione della banalizzazione di un atto», Antonio Lanzone, direttore dell’Istituto di clinica ostetrica e ginecologica del Policlinico Agostino Gemelli, in riferimento alla determina pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio lo scorso 2 febbraio, che recepisce le nuove linee guida del ministero della Salute sull’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico, emanate con circolare ministeriale il 12 agosto 2020. «Eliminare l’obbligo di ricovero, introducendo la possibilità del regime ambulatoriale – sostiene – significa, di fatto, che sarà possibile assumere in un primo momento, in ambulatorio o in consultorio, il mifepristone, cioè la pillola Ru486, e a non meno di 48 ore di distanza, a casa, la prostaglandina, necessaria al completamento dell’azione abortiva».

Agendo in questo modo, però, «nessuno accerta la reale intenzione della donna, alla quale non viene concessa una pausa di riflessione, che sia per un ravvedimento o anche per una maggiore convinzione a procedere con l’interruzione volontaria di gravidanza – osserva Lanzone -, non tenendo quindi conto di quanto afferma la legge 194, che parla di organizzazione sanitaria e sociale del problema». Obiettivo primario della legge del 1978 è «la tutela sociale della maternità e la prevenzione dell’aborto attraverso la rete dei consultori familiari, un obiettivo che si intende perseguire nell’ambito delle politiche di tutela della salute delle donne», mentre ora «la donna attende a casa il sanguinamento, che indica l’inizio del processo di espulsione del feto, e mi preoccupa che una donna sia lasciata sola davanti a questa decisione perché la solitudine genera spesso e volentieri processi di ansia e disagio – sono ancora le parole di Lanzone -. Questo vivere intimistico dell’atto abortivo, magari a insaputa anche degli stessi familiari, desta non poche perplessità, laddove parliamo di Sanità pubblica e di un vivere in una società».

In particolare, l’esperto, che è anche ordinario di Ginecologia e ostetricia all’Università Cattolica, guarda alle criticità che interessano «la medicina territoriale e l’esistenza o meno di opportune connessioni tra medicina del territorio e ospedali». E considera inoltre come questa nuova possibilità di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza «rischia di fornire delle stime fasulle rispetto alle casistiche future, tenuto anche conto che gli aborti sono diminuiti semplicemente perché a diminuire sono state in questi anni le gravidanze».

Ancora, guardando ai numeri, il ginecologo riferisce che «i dati rispetto a un aborto farmacologico praticato alla nona settimana – come stabilito dalle nuove linee guida del ministero, laddove in precedenza il farmaco poteva essere somministrato solo entro la settima settimana di gestazione – non sono favorevoli». Infatti, «l’efficacia risulta inferiore rispetto a quello che avviene con una classica interruzione di gravidanza chirurgica mentre maggiori di almeno 3-4 volte sono le complicanze, quali emorragie o infezioni, con anche un tasso di mortalità di 10 volte superiore, ovviamente a parità di settimane di gestazione».

Infine, Lanzone fa sapere che «i test di soddisfazione del farmaco ci dicono che nel 53% dei casi quante hanno fatto ricorso a un aborto farmacologico non lo sceglierebbero una seconda volta» mentre «77 donne su 100, in caso di una seconda interruzione di gravidanza, preferirebbero comunque un ricovero ospedaliero», esprimendo dunque «un forte desiderio che qualcuno si occupi di loro e che non venga meno quel principio di socialità che dovrebbe essere l’anima di ogni dispositivo pubblico – sottolinea Lanzone -, considerato anche il necessario e doloroso percorso di elaborazione del lutto che segue a ogni evento abortivo».

10 febbraio 2021