L’Acr di Roma, in Carovana per la pace

L’appuntamento, il 31 gennaio, diventa pellegrinaggio: Messa nella Chiesa Nuova, il passaggio della Porta Santa di San Pietro, quindi l’Angelus con il Papa

L’appuntamento, il 31 gennaio, diventa pellegrinaggio giubilare. La Messa nella Chiesa Nuova, poi il passaggio della Porta Santa di San Pietro, quindi l’Angelus con il Papa

«Sarà un pellegrinaggio, un pellegrinaggio festoso, che lascia risuonare canti e felicità dei nostri bambini e ragazzi per le strade della città fino ad arrivare alla Porta Santa, dove ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio». Così Marco Caporicci, responsabile dell’Acr romana, presenta la Carovana che domenica 31 gennaio porterà per le vie della città bambini e ragazzi festanti, testimoni di solidarietà e contro ogni violenza, per la tradizionale Carovana della Pace. L’iniziativa, che è il terzo evento promosso dall’associazione per il Mese della Pace, dopo la riflessione sul messaggio di Papa Francesco e la veglia di preghiera, «quest’anno ha una marcia in più», spiega Caporicci, «perché in occasione del Giubileo la Carovana si trasformerà in un pellegrinaggio».

L’appuntamento è un po’ prima del solito, alle 7.30, per la celebrazione di una Messa nella Chiesa Nuova, alle 8; poi tutti in cammino verso San Pietro, per un breve momento di preghiera personale al passaggio della Porta Santa. In compagnia del cardinale vicario Agostino Vallini i pellegrini della Carovana aspetteranno l’Angelus del Papa e, come da tradizione, dal suo studio due bambini leggeranno il messaggio dell’Acr. Lo slogan di quest’anno, «La pace viaggia forte», si collega al percorso nazionale dell’Acr «e appassiona molto i ragazzi – continua il responsabile – perché rimanda al tema del viaggio. Dopo aver conosciuto la stazione di partenza e quella di arrivo, i ragazzi iniziano a vedere la realtà del vagone dove, oltre alle persone, ci sono le loro storie. Il Giubileo della Misericordia, d’altra parte, invita ad aprire il cuore verso l’altro, accogliendolo in una narrazione condivisa: non si può, in questo senso, non pensare al tema dei rifugiati e delle periferie esistenziali».

Proprio con l’intento di pensare agli ultimi l’Acr ha deciso di adottare alcuni progetti della Caritas diocesana: i centri di prima accoglienza per mamme e bambini Casa di Cristian e Casa dell’Immacolata, e il laboratorio di inserimento sociale per detenuti minorenni a Casal del Marmo. Oltre a queste realtà, i piccoli dell’associazione si impegneranno anche a sostegno della diocesi di Agrigento, in un progetto di accoglienza dei rifugiati. Un tema, quest’ultimo, affrontato nel percorso condiviso nei gruppi parrocchiali in tutto il mese di gennaio, di cui la Carovana è il punto di arrivo ma anche una nuova partenza.

«Con la Carovana – sottolinea la presidente diocesana di Ac, Rosa Calabria – ci mettiamo la faccia per far vedere che crediamo alla pace e che se ognuno di noi supera quel sentimento di indifferenza per sentirsi responsabile, allora possiamo uscire dal nostro individualismo e vedere i bisogni dell’altro, le ingiustizie verso l’altro. Quest’anno essere presenti e numerosi alla Carovana assume una valenza ancora più forte perché in città si respira un’aria di tensione, un po’ per i fatti violenti accaduti nel mondo intorno a noi, un po’ per la presenza dei militari, che ringraziamo fortemente, ma che suscitano disagio perché sono nei nostri luoghi abituali, come metro, chiese e piazze. Proprio per questo la nostra Carovana – aggiunge – deve essere l’occasione per far vedere che noi alla pace crediamo davvero e non è la paura a vincere, ma la voglia di mostrare il volto bello dell’Ac e di una città come Roma, da sempre cuore dell’accoglienza».

28 gennaio 2016