«Quello che pubblicano i due libri non è altro che il lavoro fatto, per volontà del Papa, per cercare di rendere più trasparente e funzionale tutta l’amministrazione della Santa Sede. Sono cose che già sapevamo che indicano la volontà del Papa di riorganizzare tutto il sistema finanziario della Santa Sede». In un’intervista rilasciata al telegiornale di Tv2000, Tg2000, l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, commenta con queste parole il nuovo caso Vatileaks, nel giorno della pubblicazione dei due libri di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi su presunti scandali e segreti del Vaticano, a partire dal rapporto con le finanze.

 «È chiaro che nelle analisi – precisato il presule – sono venute fuori delle disfunzioni ed è questo quello che pubblicano i due libri. Era già conosciuto tutto questo, era magari riservato all’interno del Vaticano ma ogni Stato ha la sua parte di riservatezza. Penso che fosse necessario mantenere il segreto, non perché la gente non sapesse ma perché era espressa volontà del Papa una volta individuate le cose che non andavano che si mettesse rimedio».  Altro segno di trasparenza per monsignor Beccui è proprio la notizia di un altro filone d’indagine, su segnalazione dell’Aif, sull’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede (Apsa), per riciclaggio.

In ogni caso, «sugli eccessi della Curia – ha sottolineato – se qualcuno ha esagerato dovrà correggersi e ridimensionarsi». Anche sugli appartamenti vaticani «non bisogna essere populisti: rimangono alle persone fino al termine dell’incarico per poi passare ad un altro. Sono appartamenti ereditati dalla storia, non sono funzionali ma che facciamo li dobbiamo distruggere ? Facciamo altri appartamenti ? Dobbiamo uscire da Roma ? Così si spenderebbero ancora più soldi».

In Vaticano – le parole di monsignor Beccui – «non vedo questi intrighi di corte. I tempi sono cambiati. Si discute, le riforme vengono messe al vaglio e alcuni esprimono delle opinioni ma questa non è resistenza, è desiderio di fare bene le cose. Si vuole arrivare ad una definizione chiara delle riforme che vuole il Papa e incanalarle anche in termini normativi». Senza lasciare spazio all’improvvisazione. «Mi colpisce vedere persone anziane conformarsi al volere del Papa, c’è disponibilità e accoglienza totale a quello che dice Francesco».

Innegabile, ha concluso il sostituto della Segreteria di Stato, la sofferenza del Papa: «Gli è dispiaciuto però nello stesso tempo ha una grande forza, delle risorse morali che sono di lezione per noi. Bisogna andare avanti con serenità, accettare questi contrattempi e fatti gravi ma non possiamo fermarci. Il Papa è stato il primo ad incoraggiarci a non ripiegarci sotto il peso di questo dolore e sofferenza».

6 novembre 2015