Acli Roma:«Registro unioni civili, iniziativa gratuita senza legge»

Per la presidente Lidia Borzì l’azione del Comune di Roma «non fa altro che rafforzare la cultura dei “legami deboli”»

Per la presidente Lidia Borzì l’azione del Comune di Roma «non fa altro che rafforzare la cultura dei “legami deboli”»

«Un’iniziativa del tutto gratuita e priva di fondamento giuridico». Così Lidia Borzì, presidente della Acli di Roma ha definito l’ultima azione messa a segno dalla giunta Marino, ovvero l’istituzione del registro delel unioni civili.

«Abbiamo il massimo rispetto per le esigenze che possono sorgere in una coppia, anche di fatto – continua Borzì – ma la soluzione non sta certo nell’appiattire l’istituzione della famiglia fondata sul matrimonio, come definito dalla nostra Costituzione, giocando al ribasso”. La Borzì parla di responsabilità della politica e della necessità di una regolamentazione a livello nazionale: «Quello che casomai serve – spiega – è assumere politicamente la responsabilità di stabilire delle regole per queste unioni, attraverso una legge nazionale, non mediante iniziative velleitarie e senza conseguenze legali”.

«L’unico risultato concreto di questa scelta – conclude -, oltre che suscitare il momentaneo entusiasmo di poche persone interessate, purtroppo, è quello di rafforzare la cultura dei “legami deboli”, che non è certo un buon contributo alla nostra società».

29 gennaio 2015