Le voci da Anversa, per il dialogo e la pace

Anversa Sant'EgidioPapa Francesco ha fatto giungere un messaggio all’incontro promosso da Sant’Egidio: «I capi delle religioni cooperino per risolvere i conflitti». Il Grand Muftì d’Egitto: «L’Islam è contro il terrorismo»

«È giunto il tempo che i capi delle religioni cooperino con efficacia all’opera di guarire le ferite, di risolvere i conflitti e di cercare la pace». Papa Francesco è intervenuto con un messaggio scritto alla 28ma edizione dell’incontro internazionale “Uomini e religioni” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Un incontro che si svolge mentre imperversano gli scontri in Medioriente, Europa dell’Est e Africa. Accorato l’appello di Francesco: «Dobbiamo essere costruttori di pace e le nostre comunità devono essere scuole di rispetto e di dialogo con quelle di altri gruppi etnici o religiosi, luoghi in cui s’impara a superare le tensioni, a promuovere rapporti equi e pacifici tra i popoli e i gruppi sociali e a costruire un futuro migliore per le generazioni a venire».

Poi lo sguardo al mondo e ai numerosi focolai di guerra: «Se pensiamo – scrive – agli innumerevoli conflitti e guerre, dichiarate e non dichiarate, che oggi affliggono la famiglia umana e rovinano la vita ai più giovani e agli anziani, avvelenando rapporti durevoli di convivenza tra gruppi etnici e religiosi diversi e costringendo famiglie e intere comunità all’esilio, è evidente che, insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, non possiamo rimanere passivi di fronte a tanta sofferenza, a tante inutili stragi».

Presente all’incontro anche il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy: «Mi sembra che la parola pace sia quella che meglio coglie l’autentica essenza del progetto europeo su cui abbiamo duramente lavorato sin dalla fine della seconda guerra mondiale». Le nostre «società – ha detto il leader europeo – stanno affrontando una crescente povertà, disoccupazione e crescenti diseguaglianze. Queste preparano la strada al populismo, all’estremismo e a sentimenti anti-europei. È urgente che l’Unione non sia vista solo come un beneficio per le imprese, ma anche per i lavoratori; non solo per coloro che “sono mobili” ma anche per coloro che “stanno fermi”».

«Le religioni – ha ammesso il fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi – sono attratte talvolta dal culto della violenza, capace di sollecitare un fanatismo disumano e semplificatore. La forza del cammino nello “spirito di Assisi” è confermare che “non c’è violenza in nome di Dio: lo diciamo all’interno delle tradizioni religiose stesse, avvertendo che la violenza in nome di Dio è una bestemmia. Tutte le tradizioni religiose parlano di un Dio paziente, misericordioso, compassionevole, lento all’ira. Così quella ebraica, cristiana e musulmana».

Tra gli interventi più significativi della giornata quello del Grand Mufti di Egitto, Shawki Ibrahim Abdel Karim Allam: «Sia chiaro e lo ripeto che l’Islam è contro l’estremismo e il terrorismo in maniera assoluta. Quando i musulmani si rivolgono al Libro del loro Signore e alla Sunnah del loro Profeta scoprono che il dialogo e non il confronto, è il loro dovere». Il Mufti ha anche aggiunto: «Il nostro ruolo di leader religiosi, che hanno trascorso la loro vita nello studio attento dei testi religiosi, è quello di ristabilire l’autorità presso coloro che hanno una corretta e consolidata scienza religiosa». E a questo proposito, il rappresentante islamico ha ricordato l’iniziativa presa dal Custode delle due Sacre Moschee Re Abdullah bin Abdulaziz di creare un centro per combattere il terrorismo sotto l’egida delle Nazioni Unite. «Abbiamo sostenuto questa iniziativa – ha detto – e abbiamo messo tutto il nostro potenziale intellettuale e scientifico al servizio del suo successo. Non ci sarà progresso se non lavoriamo insieme, con fede e fiducia. Non c’è arma più forte di fronte a ogni tipo di estremismo che una corretta educazione».