«Leggiamo il Vangelo: scopriremo che Dio ci è vicino»

La Messa del Papa per la prima Domenica della Parola di Dio. La consegna della Bibbia ai rappresentanti della società, tra cui il calciatore della Roma Nicolò Zaniolo

La Chiesa universale ha celebrato ieri, 26 gennaio, terza domenica del tempo ordinario, la prima Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco per invitare i fedeli a ricordare l’importanza e a valorizzare i testi sacri nella propria vita. Il Santo Padre ha celebrato la Messa a San Pietro, prima della quale ha reso omaggio alle reliquie di San Timoteo, che sabato erano state esposte a San Paolo fuori le mura. Nell’omelia è tornato a insistere su un aspetto che ha messo in evidenza più volte nel corso del suo pontificato: la necessità di riscoprire il Vangelo. «Leggiamo quotidianamente qualche versetto  della  Bibbia – ha detto concludendo il suo discorso -. Cominciamo dal Vangelo: teniamolo aperto  sul comodino di casa, portiamolo in tasca con noi o nella borsa, visualizziamolo sul cellulare, lasciamo che ogni giorno ci ispiri.  Scopriremo che Dio ci è  vicino, che illumina le nostre tenebre e che con amore conduce al largo la nostra vita».

Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020Il Papa aveva sviluppato la sua riflessione sui tre aspetti legati alle «origini della predicazione» di Gesù: come, dove e a chi si rivolse Cristo. «Come  iniziò? Con una frase molto semplice: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino – ha ricordato Francesco -. Questa è la base di tutti i suoi  discorsi: dirci che il regno dei cieli è vicino. Che cosa significa?». In sostanza che «Dio non è lontano, Colui che abita i cieli è  sceso in terra, si è fatto uomo. Ha tolto le barriere,  ha azzerato  le distanze. Non ce lo  siamo meritato  noi: Egli è disceso, ci è venuto incontro». Francesco ha evidenziato che «è un messaggio di gioia: Dio è venuto a visitarci di persona, facendosi uomo. Non ha preso la nostra condizione umana per senso di responsabilità, no, ma  per amore. Egli desidera stare con noi, donarci la bellezza di  vivere, la  pace del cuore, la gioia di essere perdonati e di sentirci amati».  Per questo «la sua Parola  ci consola e incoraggia. Allo stesso tempo provoca la conversione, ci scuote, ci  libera dalla paralisi dell’egoismo. Perché la sua Parola ha questo potere: di cambiare la vita».

Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020Quindi il «luogo» in cui cominciò: la periferia, la «Galilea delle genti. Gesù  cominciò da lì: non dall’atrio del tempio di Gerusalemme ma dalla parte opposta del Paese, da un luogo di confine. Cominciò da una periferia.  Possiamo cogliervi un messaggio: la Parola che  salva non va in cerca di luoghi preservati, sterilizzati, sicuri. Viene nelle nostre complessità, nelle nostre oscurità. Oggi come  allora Dio desidera visitare quei luoghi dove pensiamo che Egli non arrivi». Il Signore, ha aggiunto il Papa, «non ha paura di esplorare i nostri cuori, i nostri luoghi più aspri e difficili. Egli sa che solo il suo perdono ci guarisce, solo la sua presenza ci trasforma, solo la sua Parola ci rinnova». Infine, a chi  cominciò a parlare Gesù? «I primi destinatari della chiamata furono dei pescatori: non persone accuratamente selezionate in base alle capacità o uomini pii che stavano nel tempio a pregare ma gente comune che lavorava. Notiamo  quello che Gesù disse loro: vi farò pescatori di uomini. Parla a dei pescatori e usa un linguaggio a loro comprensibile. Li  attira a partire dalla loro vita: li chiama lì dove sono e come sono, per coinvolgerli nella sua stessa missione». E lo fecero subito, «semplicemente perché si sentirono attratti, attirati dall’amore. Per seguire Gesù non bastano i buoni impegni, occorre ascoltare ogni giorno la sua chiamata».

Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020 Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020 Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020 Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020

 

 

 

 

Al termine il Papa ha consegnato la Bibbia a 40 persone rappresentanti di tutti i settori della società. Tra di loro anche il campione della Roma Nicolò Zaniolo. All’Angelus, invece, i volontari della sezione romana-laziale dell’Unitalsi hanno distribuito 4mila copie del “Messalino sulla Sua parola” donate dalla casa editrice Shalom. «Un gesto – spiega la presidente della sezione Preziosa Terrinoni – per avvicinare i fedeli presenti in piazza alla Parola che veramente salva. Un modo anche per essere devotamente vicini al Papa». Sempre all’Angelus Francesco ha salutato anche i ragazzi dell’Azione cattolica della diocesi di Roma che hanno concluso la “Carovana della Pace” con la lettura del messaggio da parte di due di loro, accanto al pontefice. Con i ragazzi dell’Ac, il vescovo Paolo Selvadagi, gli educatori, i genitori e i sacerdoti assistenti.

Papa Francesco consegna la Bibbia, Domenica della Parola, 26 gennaio 2020

27 gennaio 2020