Letture teologiche, Vallini: «Siamo i custodi della bellezza del creato»

Il cardinale vicario è intervenuto all’incontro in Vicariato in cui si è parlato degli aspetti teologici e scientifici della creazione

Il cardinale vicario è intervenuto all’incontro in Vicariato in cui si è parlato degli aspetti teologici e scientifici della creazione 

«Dio ci ha affidato il mondo e noi dobbiamo custodirlo, noi siamo responsabili del creato». Il cardinale vicario Agostino Vallini ha sintetizzato in due parole – bellezza e responsabilità – le riflessioni maturate nel primo appuntamento delle “Letture teologiche”, che si è svolto ieri, giovedì 12 gennaio, nel Palazzo Lateranense. Al centro dell’incontro il tema della creazione che emerge dal primo capitolo della Genesi. «Dio ha fatto l’uomo bello, il mondo è bello – ha affermato Vallini -. Noi siamo portatori e custodi di questa bellezza e della responsabilità del creato».

Un incontro, introdotto dal presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli, in cui è stato messo in luce l’aspetto teologico della creazione, ma anche quello scientifico. Ne sono stati interpreti monsignor Giacomo Morandi, sottosegretario della Congregazione per la dottrina della fede, e il fisico Piergiorgio Picozza, docente dell’Università Tor Vergata. Nel primo capitolo della Genesi «l’azione di Dio si presenta come illuminatrice, produce ordine, bene e bellezza – spiega monsignor Morandi -. Il verbo creare indica un modo unico di operare, senza limiti, tipico solo di Dio. La parola di Dio ha come primo effetto quello di creare un mondo in cui non regna più il caos, ma l’ordine, un kòsmos dove ogni cosa è al suo posto e sapientemente regolata».

Il biblista ha sottolineato anche
che «con la creazione dell’uomo l’intero racconto raggiunge il suo apice. Tutti gli atti precedenti di Dio, infatti, sembrano potersi considerare come una preparazione all’ingresso dell’uomo nel creato». «È questo un tema nel quale fede e scienza si incontrano, si confrontano – ha sostenuto Picozza -, ma non si scontrano». Il docente ha descritto l’evoluzione dell’universo, richiamando le osservazioni del cielo e gli esperimenti con gli acceleratori di particelle a prova della teoria del Big bang.

«Le leggi fondamentali della natura sono sintonizzate per una evoluzione che porta alla vita. Basterebbe cambiare di pochissimo il valore numerico di alcuni di parametri perché l’universo avesse una storia del tutto diversa. Troppe sono le coincidenze fortunate per essere “statisticamente accettabili”. Il Big bang sembra un grido per una spiegazione di origine divina».

A spiegare invece come gli uomini interagiscono con la creazione è stato Francesco Starace, amministratore delegato di Enel: «Abbiamo riempito la terra, moltiplicandoci, e la abbiamo soggiogata, cambiandone il paesaggio e dominando sia le specie animali che vegetali. Tutto ciò è stato bilanciato dalla capacità del creato di rimediare ai danni compiuti dall’uomo. La continua crescita delle emissioni di gas a effetto serra però richiede un’azione urgente, perché altrimenti l’incremento delle temperature in corso avrà delle conseguenze irreversibili sugli ecosistemi». Il ciclo di incontri continuerà sui temi della coppia, il 19 gennaio, e del peccato originale, giovedì 26. Ne parleranno, tra gli altri, il genetista Bruno Dallapiccola, il ministro per gli Affari regionali con delega alla Famiglia, Enrico Costa, e il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi.

 

13 gennaio 2017