Lotta alla prostituzione, il grazie della Papa Giovanni XXIII a Francesco

Il presidente Ramonda interviene all’indomani dell’intervento del pontefice davanti ai giovani del pre Sinodo: «Le sue parole ci danno più forza nella lotta per liberare le vittime di tratta costrette a prostituirsi»

«Un problema grave». Nell’incontro con i giovani che ha aperto ieri mattina, 19 marzo, il pre Sinodo Papa Francesco ha definito così il fenomeno della prostituzione. «Se un giovane ha questa abitudine – ha detto – è un criminale: chi fa questo è un criminale, che tortura le donne». E poi: «Fare l’amore è un’altra cosa». Per il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni Paolo Ramonda, quelle del pontefice sono parole «chiarissime» che «ci danno più forza nel continuare l’opera di liberazione delle donne vittime di tratta costrette a prostituirsi. Ancora una volta – prosegue – ci sentiamo di dire EGrazie Santo Padre per il Suo appoggio a questa battaglia”».

Per Ramonda, «le parole del Papa sono come macigni, che spero possano essere ascoltate dai tanti clienti che ogni sera sfruttano la condizione di vulnerabilità delle donne. Ricordiamo ancora con grande emozione – aggiunge – la visita del Papa nell’agosto 2016 in una nostra casa rifugio dove accogliamo donne sottratte al racket della prostituzione, l’abbraccio del Papa a queste donne che hanno sperimentato ogni tipo di violenza e la sua disponibilità ad ascoltare i loro drammi».

L’appoggio del Papa giunge nel cinquantesimo anniversario della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, che per primo in Italia ha combattuto contro la schiavitù della prostituzione. In questi anni, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada e accolto oltre 7mila ragazze vittime del racket della prostituzione. Ogni settimana è presente con 21 unità di strada e 100 volontari per incontrare le persone che si prostituiscono.

20 marzo 2018