Lourdes, un «luogo che parla a tutti, al cuore»

Concluso il pellegrinaggio diocesano presieduto da De Donatis. Con lui Feroci, Di Tora e Ambarus, con 20 sacerdoti e molti laici. «Una verifica sulla stabilità della nostra casa»

«Durante la tredicesima apparizione, il 2 marzo 1858, Maria si rivolge a Bernadette dicendole: “Vada a dire ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che vi si venga in processione”. Se siamo qui, a distanza di 165 anni, è perché ben più di una cappella è stata costruita; questo è un luogo che parla a tutti, che parla al cuore, che ci invita a costruire su solide fondamenta. La roccia della grotta di Massabielle è insieme solidità e riparo, fortezza e tenda. Per tutti, questo luogo, è una “casa” in cui torniamo sempre volentieri, sapendo che c’è una madre ad aspettarci». Il cardinale vicario Angelo De Donatis, presiedendo la Messa internazionale, condensa in poche parole il senso del pellegrinaggio diocesano a Lourdes, partito il 28 agosto e terminato venerdì 1° settembre.

L’appuntamento tradizionale di fine estate segna, da decenni, l’avvio del nuovo anno pastorale. Organizzato dall’Opera romana pellegrinaggi, ha visto la partecipazione del cardinale Enrico Feroci, dei vescovi Guerino Di Tora e Benoni Ambarus, di una ventina di sacerdoti e di tantissimi fedeli laici della diocesi. «Il pellegrinaggio a Lourdes – sono ancora le parole di De Donatis – serve per fare una verifica sulla stabilità della nostra casa, sul tempio che è la nostra vita. Occorre controllare se si sono verificate crepe, se c’è qualcosa da aggiustare. Sicuramente occorre chiedere il perdono, vivendo una bella confessione con il sacramento della riconciliazione, per rendere di nuovo pulita questa casa. Essere qui, inoltre, pur provenendo da storie e da Paesi tanto diversi, significa riconoscere la bellezza della Chiesa come unico splendido tempio, casa sulla roccia che vuole essere aperta per quanti domandano asilo, accoglienza, fraternità. Essere qui, infine, è un invito a verificare se questa casa, che sia la nostra vita o la Chiesa, ha come base Gesù che la tiene unita».

I fedeli partiti da Roma sono tutti degli «affezionati del pellegrinaggio diocesano e sono stati già a Lourdes, anche più volte», racconta don Savino Lombardi, assistente spirituale dell’Opera romana pellegrinaggi. «È un appuntamento che piace, che porta serenità, che fa comunità diocesana», aggiunge. Monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Orp, evidenzia «la comunione con la Chiesa di Roma e con il nostro vescovo Papa Francesco che si respira sempre a Lourdes – dichiara -; abbiamo pregato anche per il viaggio del Santo Padre in Mongolia». C’è chi viene nel paesino dove la Vergine apparve a Bernadette da oltre trent’anni, come una coppia di anziani coniugi, nonni, che hanno deciso di coinvolgere la nipote Ilaria, sedicenne. «In realtà  anche io sono stata già a Lourdes una volta, ma avevo solo 2 anni e non ricordo nulla – sottolinea la giovane -. Ora sto vivendo tutto con consapevolezza, sto facendo tante esperienze nuove. Durante la Messa di questa mattina ho anche portato una delle bandiere al momento dell’Eucaristia».

4 settembre 2023