Mafia capitale, condanna a 20 anni per Carminati, 19 a Buzzi

Undici anni a Gramazio e sei per Coratti, 10 per Panzironi. Molto affollata l’aula bunker di Rebibbia. C’era anche il sindaco Raggi

Undici anni a Gramazio e sei per Coratti, 10 per Panzironi. Molto affollata l’aula bunker di Rebibbia. C’era anche il sindaco Raggi

Il processo a Mafia Capitale termina con la condanna di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati rispettivamente a 19 e 20 anni di carcere. L’ex presidente del Consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti, è stato condannato a 6 anni; a 8 anni Luca Odevaine e a 10 anni l’ex direttore di Ama, Franco Panzironi. Il pm Luca Tescaroli era in aula dalle 9. In tarda mattinata è arrivata poi Virginia Raggi. «La lettura della sentenza è un momento importante per Roma, per i romani e per gli italiani» ha dichiarato il sindaco. Oltre ai legali e ai familiari dei 46 imputati, sono stati accreditati 100 giornalisti per seguire la fine di un processo che si è sviluppato in 230 udienze. Buzzi e Carminati sono collegati in video conferenza.

La sentenza è stata pronunciata dai giudici della X sezione penale del tribunale di Roma, nell’aula bunker di Rebibbia. Sia per Carminati che Buzzi, oltre che per altri diciassette imputati, è caduta l’accusa di associazione mafiosa. A Giordano Tredicine, consigliere comunale vicino a Forza Italia per il Lazio, è stata comminata una pena di tre anni. La vicenda è esplosa nel 2014. Con la prima retata vengono eseguite 39 misure cautelari, 31 in carcere e 8 ai domiciliari. L’accusa principale è associazione a delinquere di tipo mafioso. Le altre contestazioni passano dall’estorsione all’usura, dalla corruzione alla turbativa d’asta, e comprendono anche le false fatturazioni, il trasferimento fraudolento di valori, e il riciclaggio.

Quello che viene indicato come capo dell’organizzazione è l’ex terrorista nero Massimo Carminati. Finiscono in manette anche il ras del cooperative Salvatore Buzzi e Luca Odevaine, componente del Tavolo di coordinamento sugli immigrati del Viminale. Travolti anche il braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, ed i manager Fabrizio Franco Testa, l’ex amministratore dell’Ama, Franco Panzironi, l’ex direttore generale Giovanni Fiscon. Tra gli arrestati “eccellenti”, l’ex presidente in quota Pd del consiglio comunale, Mirko Coratti, e Luca Gramazio, ex consigliere capogruppo Pdl in consiglio comunale e poi in Regione, accusato di avere messo le sue cariche istituzionali al servizio dell’associazione.

Chiamati in causa anche l’assessore Daniele Ozzimo, l’ex capo dipartimento alle Politiche Sociali, Angelo Scozzafava, Franco Figurelli, il costruttore Daniele Pulcini, Andrea Tassone, il consigliere comunale Giordano Tredicine. Negli stessi giorni una parte dell’inchiesta si trasferisce in Sicilia. La procura di Catania indaga 6 persone, tra cui il sottosegretario Giuseppe Castiglione e Odevaine (che patteggerà sei mesi di reclusione), per turbativa d’asta nell’inchiesta sull’appalto per la gestione del Centro di Accoglienza migranti irregolari e Richiedenti Asilo di Mineo.

20 luglio 2017