Marie Heurtin, la forza della volontà e dell’amore

La storia vera di una ragazza sordocieca e della giovane suora che le dona il contatto con il mondo. Sacrificando se stessa

La storia vera di una ragazza sordocieca e della giovane suora che le dona il contatto con il mondo. Sacrificando se stessa

Un film insolito e commovente, nato dal cuore e realizzato con candore e coraggio. Arriva nelle sale questa settimana Marie Heurtin. Dal buio alla luce, storia di un recupero impossibile, anzi cronaca di una malattia che si fa occasione di rinascita, di un «ricominciare» e di una vita che finisce proprio quando ne comincia un’altra. Film francese da vedere e occasione per fare i conti con una vicenda forte, dolorosa, mai banale, che parla di rinuncia, del dare se stessi agli altri. Nata nel 1885 sorda e cieca, la quattordicenne Marie Heurtin è incapace di esprimere una comunicazione. Il padre, modesto artigiano, in cerca di una soluzione, si reca presso l’Istituto di Larnay vicino a Poitiers, per affidare la cura di Marie a delle suore. Tra le tante, la giovane suor Margherita ha il coraggio di occuparsi in prima persona di questa ragazza impaurita e selvaggia, e decide di provare a farla uscire dall’isolamento e dal buio.

«Stavo facendo ricerche su Helen Keller – dice il regista Jean Pierre Ameris – quando venni a conoscenza della storia meno nota di Marie Heurtin e decisi immediatamente di visitare l’Istituto Larnay a Poitiers, dove Marie visse a cavallo del 1800 e 1900…Si tratta di un caso figlio di un duro lavoro e di tenacia, più che di misticismo, le tecniche inventate da suor Margherita sono usate tutt’oggi». Nel riprendere questa storia e nel guardarla con occhi tra passato e presente, Ameris (nato a Lione nel 1961) ha il pregio di mantenere alto lo spirito di vivacità e aperto il tono della realtà. Si partecipa con dolore e consolazione alla sorte di Marie; si osserva il rapido mutare delle situazioni; si resta a contemplare la triste parabola tra Marie che vive con rabbia la sua “guarigione” proprio mentre la vita lascia suor Margherita.

Il film ha un periodare fluido e sereno, come se una scommessa si alzasse forte sulle due donne, sulla loro nobile volontà di mettersi in competizione con la vita e con la morte, sulla generosità di essere al servizio dell’altra. Merita ricordare che Ariana Rivoire (che interpreta Marie) è nata sorda nel marzo 1995 in una famiglia udente e che è ancora ospite dell’istituto Nazionale di giovani sordi di Chambery quando Ameris la individua e la sceglie. Nitido e calmo, mai retorico o didascalico, il film procede con passione e amore, ed è da vedere con coinvolgimento perché si fa aiuto ad affrontare difficoltà grandi e a risolverle con volontà, dedizione, spirito di iniziativa e, soprattutto, tanto, tanto amore. La figura di suor Margherita resta nelle mente di noi spettatori per la dolcezza dello sguardo e la remissiva tenacia nel dedicarsi totalmente a Marie.

7 marzo 2016