Migranti, «politiche restrittive acuiscono precarietà di vita»

Rapporto 2020 del Centro Astalli: «Temi spariti dalle agende politiche». Ripamonti: troppi abbandonati. Oltre 20mila accolti in 7 sedi

Precarietà, mancata accoglienza, scarsità nelle politiche di inclusione e di integrazione, temi «spariti dalle agende politiche». La situazione di migliaia di migranti è fotografata nelle 121 pagine del Rapporto annuale 2020 stilato dal Centro Astalli e presentato questa mattina, 20 maggio, in diretta streaming sul canale YouTube dell’associazione. Il primo aspetto che il documento mette in evidenza è come «le politiche migratorie, restrittive, di chiusura – se non addirittura discriminatorie – che hanno caratterizzato l’ultimo anno, acuiscono precarietà di vita, esclusione e irregolarità, rendendo l’intera società più vulnerabile».

migranti 2020Nel 2019 sono arrivati in Italia 11.471 migranti facendo registrare un calo di oltre il 50% rispetto al 2018 e del 90% in relazione al 2017. Questo ha reso il 2019 «l’anno delle vite sospese» e «la vera emergenza non sono gli arrivi ma i troppi che vengono abbandonati». La pandemia da coronavirus ha dimostrato in modo lampante che i confini non esistono, eppure, ha denunciato padre Camillo Ripamonti, presidente dell’associazione Centro Astalli, «i porti sono stati chiusi con arroganza costringendo donne, uomini e bambini in centri di detenzione in Libia, alla deriva in barche inadeguate e fuori dai porti, in attesa che si giocasse la partita del “vinca il più forte”, in un’Europa poco solidale, come si è mostrata a tratti anche in queste settimane di pandemia».

migranti 2020Il gesuita si è quindi soffermato sull’effetto precarizzazione derivato dall’entrata in vigore dei ”decreti sicurezza” che, come conseguenza, hanno prodotto l’aumento del 30% degli accessi al centro di ascolto da parte di persone che avevano difficoltà nel rinnovo del loro permesso di soggiorno (circa 80%). Nel rapporto i curatori denunciano che «la diminuzione degli arrivi è soprattutto legata all’incremento delle operazioni della Guardia costiera libica: nell’ultimo anno 8.406 persone intercettate nel Mediterraneo sono state riportate in Libia e lì detenute in condizioni che le Nazioni Unite definiscono inaccettabili».

Gli oltre 500 volontari che operano nelle 7 sedi territoriali (Roma, Catania, Palermo, Vicenza, Trento, Padova, Napoli) hanno incontrato 20mila richiedenti asilo, di cui 11.000 a Roma.  La mensa di via degli Astalli, a due passi da piazza Venezia, è il primo servizio con cui il Centro Astalli nel 1981 ha iniziato la sua attività in favore di richiedenti asilo e rifugiati. Nel 2019 ha distribuito 47.475 pasti a 3.251 persone – il 35% delle quali titolari della protezione internazionale – la maggior parte provenienti dall’Africa (Mali, Gambia, Nigeria, Costa D’avorio, Senegal). Le prestazioni ambulatoriali sono state 1.485 con un incremento del 3% delle donne.

Il sacerdote ha ringraziato il Governo che, con il Decreto rilancio, aiuta la regolarizzazione di colf, badanti e braccianti e ha incoraggiato «a proseguire in questa direzione», ma questo «non può bastare» perché è stato reso «rigido legalmente e articolato burocraticamente il rinnovo del permesso di soggiorno che prima era umanitario. La legge sull’immigrazione – ha aggiunto – non è al passo con i tempi e, quando si chiedono regolarizzazione e diritti, emergono vecchie posizioni ideologiche che non rispecchiano quanto viviamo».

Il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, in un video messaggio ha auspicato che i migranti, una volta giunti in Italia e in Europa, possano «sperimentare una reale e generosa solidarietà» e ha ricordato la “via dolorosa” lunga migliaia di chilometri percorsa da 12milioni di siriani in fuga. Per Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è «un imperativo non voltare le spalle a chi fugge in cerca di salvezza. I salvataggi in mare restano un imperativo umanitario e un obbligo del diritto internazionale».

20 maggio 2020