Migranti, Vegliò: «Europa pensi a politica nuova»

Il presidente del Pontificio consiglio per i migranti interviene dopo il naufragio nel Canale di Sicilia: «La morte di queste 10 donne smuova le coscienze»

Il presidente del Pontificio consiglio per i migranti interviene dopo il naufragio nel Canale di Sicilia: «La morte di queste 10 donne smuova le coscienze» 

Ha parlato di «tragedia», il cardinale Antonio Maria Vegliò, parlando della morte di 10 donne avvenuta ieri, 30 giugno, nel Canale di Sicilia. Per il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, il naufragio di ieri è solo «l’ultima tragedia: magari fosse l’ultima! È l’ultima come tempo, ma purtroppo continueranno».

«Non è colpa di nessuno, almeno a livello istituzionale – ha proseguito il porporato -. Mi auguro che queste tragedie risveglino un po’ la popolazione, perché purtroppo in Italia c’è ancora gente che assolutamente non ne vuole sapere di questi fenomeni: li rigetta come fossero dei peccati, come fossero cose orribili».

«I migranti non li vogliono
avere tra i piedi, per questo mi auguro che questo che sta avvenendo smuova questa stupida mentalità di rigetto. Tutti hanno diritto ad emigrare». Rispetto all’arrivo sulle nostre coste di minori non accompagnati, il cardinale Vegliò pensa «sia una scelta voluta da parte di quelli che pensano di emigrare: a un bambino non si può dire no, a un bambino non si può rifiutare qualsiasi cosa, per cui mandano avanti queste creature creando un dramma enorme». L’auspicio del porporato è che «questo fenomeno aiuti l’Europa a pensare a una politica nuova, una politica più incisiva, una politica più convinta per aiutare queste popolazioni».

 

1° luglio 2016