Montenegro ai migranti: «Insieme abbattiamo i muri dell’indifferenza»

Il cardinale alla Festa dei Popoli di San Giovanni: «Giusto che altri non si approfittino, ma anche voi non guardateli solo come datori di lavoro»

Il cardinale alla Festa dei Popoli di San Giovanni: «Giusto che altri non si approfittino, ma anche voi non guardateli solo come datori di lavoro»

«Gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati». La frase, di monsignor Tonino Bello, è la cifra dell’omelia pronunciata dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che l’ha scelta per rivolgersi alle centinaia di persone – migranti e romani – riunitesi, domenica 17 maggio, nella basilica di San Giovanni in Laterano in occasione della Festa dei Popoli. Il porporato, chiamato in un difficile periodo storico a rivolgersi agli stranieri presenti nella capitale come pure ai cittadini di Roma per offrire loro una parola consolatoria sulla vicenda, controversa, dell’accoglienza degli immigrati nel nostro Paese, ricorda la necessità della collaborazione e del sostegno reciproco.

«È giusto che altri non si approfittino di voi ma anche voi non guardateli solo come datori di lavoro. Fate che i vostri figli possano crescere con i nostri figli. La tentazione è di costruire muri ma la novità che Dio ci chiede è di abbatterli. Non si può dire “ma io non posso far niente”. Ognuno di noi è responsabile degli altri e dagli altri riceve qualcosa. Il senso dell’incontro di oggi è nel sentire la responsabilità di costruire un mondo migliore. Voi avete un’ala e noi l’altra – il riferimento è ancora alle parole di don Bello -. Uniamoci: ci accorgeremo che il cielo in cui volare non è così lontano e che se ci crediamo, l’amore può vincere». È «la logica della reciprocità» a cui fa riferimento anche Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma, associazione che ha preso parte nella organizzazione della Festa e che di immigrati in cerca di un aiuto vede passarne, nella sola sede provinciale, circa 10mila ogni anno.

Nata negli anni ’90 dalla comunità dei padri scalabriniani a Val Melaina, la Festa dei Popoli nel tempo ha acquisito una dimensione sempre più ampia tant’è che da anni ormai viene organizzata insieme alla Caritas diocesana e all’Ufficio Migrantes del Vicariato di Roma. Il senso di questo rituale appuntamento a piazza San Giovanni in Laterano è qui: «L’identità della Festa dei Popoli – – spiega l’organizzatore dell’evento, padre Gaetano Saracino, definito da Papa Francesco “prete rivoluzionario” nell’udienza del 16 maggio ai consacrati della diocesi – è un incontro sviscerato nella celebrazione della fede ma anche nelle culture espresse con il folklore e nella gastronomia: esperienze che illuminano la comprensione e possono aiutare a cambiare l’approccio e i pregiudizi sul fenomeno».

Pregiudizi e stereotipi «che non mancano nell’ambito della stessa Chiesa», come ammette monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. «Anche nelle nostre comunità c’è chi vive le immigrazioni con paura e chi invece vi vede un’occasione importante per esprimere fraternità». Soprattutto, «la festa mostra in modo plastico la “risorsa migrante” che porta con sé storie di fede, di lavoro, di sofferenze e di pacifica integrazione». Perego lancia allora l’appello «a superare la lettura delle migrazioni come elemento di preoccupazione» così come viene vissuto nella stessa Europa dove le dichiarazioni di chi pensa di ricostituire le frontiere «per evitare che gli immigrati sbarcati in Italia possano addentrarsi nel resto del territorio dell’Unione, sono il segnale negativo di come l’Europa sociale e dei diritti sia ancora da costruire».

Nel pomeriggio, tra uno spettacolo di ballo e canti etnici è stata annunciata anche la Festa della solidarietà che si terrà, ancora una volta a piazza San Giovanni, dal 24 al 29 giugno. Alla manifestazione, patrocinata dalla diocesi di Roma, prenderanno parte le associazioni – capofila delle quali à la “Lumen Gentium onlus” – impegnate in attività di volontariato e solidarietà con l’intento conoscere e riconoscere l’anima sociale e solidale della città. Tra le varie attività ci saranno una mensa solidale, dibattiti pubblici, musica, teatro e una mostra-mercato di oggetti artigianali.

18 maggio 2015