Importante, per monsignor Warduni, che in questa fase «nessuna etnia prevalga sull’altra. Che si lascino fuori le vendette. Ma questo penso che non sarà possibile: manca lo spirito umano, manca lo spirito religioso vero. Comunque lo speriamo, perché altrimenti, purtroppo, ci saranno ancora uccisioni e sarà una grande sciagura per l’Iraq, come è stato ad Aleppo o in altri posti». Circa il ritorno dei cristiani a Mosul e nelle aree vicine a Mosul, per Warduni questo potrebbe «aiutare la riconciliazione nazionale. Però non si sa, perché quando ci sono il rancore, l’odio e la vendetta, queste cose non si pensano. Ma questo è quello che noi vogliamo: la pace, la tranquillità, e, se possibile, che questa liberazione avvenga, come si dice, senza le armi».

18 ottobre 2016