Municipio XV: la chiusura dell’anello ferroviario, «una priorità»
A parlare è il presidente Daniele Torquati: «Puntiamo ad aumentare i nodi di scambio». E sulle categorie più vulnerabili: «Abbiamo fatto una politica sociale attiva, scegliendo di prenderci cura piuttosto che attendere una richiesta di aiuto»
Il municipio XV è il più esteso di Roma, con un territorio suddiviso in 14 zone urbanistiche molto diverse fra loro. In un’area così vasta, la mobilità rappresenta una delle principali criticità. Ne parla il presidente Daniele Torquati, già minisindaco tra il 2013 e il 2016.
Presidente, quali gli obiettivi per migliorare il trasposto pubblico?
Puntiamo ad aumentare i nodi di scambio. È stata aperta la stazione di Vigna Clara e si è conclusa positivamente la conferenza di servizi per il raddoppio della tratta Valle Aurelia-Vigna Clara. I lavori dovrebbero iniziare prossimamente. Sollecitiamo la definitiva chiusura dell’anello ferroviario, che rappresenterebbe una connessione fondamentale. Nel dicembre scorso si sono conclusi gli scavi archeologici della metro C fino a Farnesina e ora sarà prodotta la progettazione esecutiva. Sarebbe un ottimo risultato, soprattutto perché in questi anni i fondi venivano ridotti dal governo a ogni legge di Bilancio. Ora sono stati reintegrati dalla Regione Lazio, anche grazie a una collaborazione tra forze politiche.
Lei ha detto che nella vita ha sempre fatto le scelte che riteneva più giuste, non quelle più facili. Qual è stata la scelta più giusta a favore degli anziani soli, dei giovani, dei più vulnerabili?
Non abbiamo atteso che le fragilità venissero in municipio ma siamo andati incontro ai bisogni. Non è stata la scelta più facile, perché significa assumersi sempre maggiori responsabilità, ma abbiamo fatto emergere molte vulnerabilità. Abbiamo fatto una politica sociale attiva, scegliendo di prenderci cura piuttosto che attendere una richiesta di aiuto. Per gli anziani, per esempio, abbiamo fatto in modo che i centri anziani non fossero solo luoghi di ritrovo, ma veri e propri presìdi territoriali di condivisione. Possono essere frequentati anche da persone più giovani e sono nate molte iniziative di collaborazione e di scambio. I centri anziani sono diventati recettori di bisogno e presìdi attivi di politiche sociali, anche attraverso il Punto Unico di Accesso. Per i giovani, invece, abbiamo utilizzato il patrimonio pubblico preso in consegna come municipio, pur non avendo una competenza diretta sul patrimonio. Abbiamo acquisito immobili e, attraverso bandi pubblici, li abbiamo restituiti alla cittadinanza, come la casetta di via del Podismo, diventata un centro giovani. A Grottarossa è stato riaperto l’ex alloggio custodi della scuola di via Morro Reatino, dove oggi c’è una scuola di musica, e stiamo assegnando la casa degli ex custodi della scuola di Saxa Rubra a un’associazione che lavora nel sociale, con minori e famiglie fragili. Inaugurato anche il Centro polivalente di via Sulbiate.
Roma Nord viene spesso definito il “salotto buono” della città, ma purtroppo le sacche di criminalità si insinuano ovunque. Cosa è stato fatto per sottrarre spazio alla criminalità?
Veniamo definiti il “salotto buono” di Roma, ma il nostro è un municipio estremamente eterogeneo. È vero che il Pil medio è alto, ma esistono sacche di fragilità diffuse, che in alcuni casi sono persino più acute rispetto ad altri territori della città perché in pochi hanno un reddito molto alto e in tanti un reddito bassissimo. Questa eterogeneità è la principale difficoltà del municipio, ma anche la sua vera ricchezza. Negli ultimi anni, con il rinnovamento del Piano regolatore sociale, abbiamo cambiato paradigma: non più un piano basato solo sui servizi, ma calibrato sulla territorialità e sulle specificità di ogni ambito. Abbiamo avviato a Labaro il progetto Iep! contro l’abbandono scolastico e stiamo lavorando affinché il problema venga intercettato prima che diventi cronico. Crediamo che partendo dai giovani e dai bambini si possa aiutare l’intero nucleo familiare.
Tra poco più di un anno si torna alle urne. Che voto dà alla sua consiliatura?
Il voto lo danno i cittadini. Noi abbiamo contribuito a dare unità ai territori e a creare maggiore serenità. Ora bisogna continuare. In questi anni c’è stato un ritorno alla dignità per un territorio estremamente importante per Roma e in controtendenza rispetto al resto della città: negli ultimi cinque anni il municipio ha registrato un aumento di popolazione del 12,8%. È stato un lavoro gratificante, ma serve impegno costante. Dopo vent’anni, per esempio, costruiremo una nuova scuola a Valle Muricana, in una zona con molte famiglie giovani.
27 gennaio 2026

