Nei Territori palestinesi occupati almeno 19 bambini uccisi dalle forze israeliane da inizio luglio
Lo riferisce Save the Children, denunciando che gli attacchi continuano a verificarsi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco. «Le bambine e i bambini palestinesi hanno diritto alla vita»
Sono almeno 19 i bambini palestinesi uccisi dalle forze israeliane nei Territori palestinesi occupati dall’inizio di luglio. Lo riferisce Save the Children denunciando che gli attacchi continuano a verificarsi quasi quotidianamente, nonostante il cessate il fuoco. Questa la nuova denuncia diffusa ieri sera da Save the Children. L’ultimo caso nelle prime ore di ieri, 21 luglio: un attacco con drone ha colpito un edificio residenziale a sud di Gaza City, provocando un incendio. Secondo le informazioni disponibili, nell’attacco sono morti 4 bambini insieme ai loro genitori.
Prima ancora, sabato scorso, 18 luglio, un’intera famiglia di 5 persone sarebbe stata uccisa quando un caccia israeliano ha colpito l’appartamento in cui viveva a Gaza. Solo uno dei figli è sopravvissuto all’esplosione. Mercoledì scorso, invece, una bambina di 6 anni sarebbe stata uccisa dopo che un elicottero israeliano ha colpito un edificio residenziale nella città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia; nel bombardamento sono rimasti feriti i genitori e il fratello di 4 anni. Andando ancora più indietro nel calendario, all’inizio di luglio 2 fratelli di 7 e 8 anni sono stati uccisi quando un drone israeliano ha colpito un veicolo nel quartiere di al-Sabra, a sud di Gaza City. Dall’inizio del mese, altri 9 bambini sarebbero stati uccisi in Cisgiordania. L’ultimo caso risale a sabato scorso, quando un ragazzo di 17 anni di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, è morto per le ferite riportate durante un’incursione in un villaggio avvenuta la settimana precedente.
Ma non ci sono solo i bambini uccisi: molti altri hanno riportato ferite gravissime e permanenti; altri ancora sono rimasti orfani dopo essere sopravvissuti ai raid, che continuano a verificarsi quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco. «Come si può parlare di cessate il fuoco quando intere famiglie continuano a essere spazzate via?», si domanda Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale. «Bambini bruciati vivi insieme ai loro genitori in un singolo bombardamento. Altri rimasti gli unici sopravvissuti, costretti a convivere con ferite fisiche e psicologiche devastanti che li segneranno per tutta la vita – prosegue -. È questa la nuova normalità?».
Tutto questo oltretutto, ricorda Alhendawi, «avviene a meno di un mese dalle conclusioni della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite, secondo cui le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi. Eppure, i bambini continuano ad essere uccisi. Il diritto internazionale non può essere applicato in modo selettivo. Se non riesce a proteggere i bambini palestinesi, allora viene meno alla sua stessa ragion d’essere. Le bambine e i bambini palestinesi hanno diritto alla vita. Gli attacchi contro di loro devono cessare», conclude. Di qui la richiesta dell’organizzazione internazionale ai governi di sospendere immediatamente il trasferimento di armi a Israele e di assicurare che nessun sostegno contribuisca a pratiche illegali nei Territori palestinesi occupati.
22 luglio 2026

