Nigeria, dove il 90% delle vittime di Boko Haram è musulmano

L’appello del presidente Buhari: gli attacchi alle comunità religiose avrebbero l’obiettivo di creare inimicizia tra gruppi che vivono fianco a fianco da tempo

Creare inimicizia tra comunità religiose che vivono fianco a fianco da tempo. Per il presidente della Nigeria Mohammadu Buhari è questo l’obiettivo degli attacchi perpetrati nel Paese dal gruppo armato Boko Haram, nei quali 9 vittime su 10 sono di religione islamica. Buhari lancia quindi l’appello a non cadere nell’errore di «dividere i buoni cristiani dai buoni musulmani». In Nigeria infatti le autorità da anni devono fare i conti con gli attentati dei miliziani contro obiettivi civili, in particolare nelle regioni nord-orientali. Negli eccidi hanno perso la vita migliaia di civili, sia cristiani che musulmani, accusati di essere “peccatori” perché non si sollevano contro l’esecutivo “blasfemo”.

Intervistato nei giorni scorsi dalla rivista statunitense “Christianity Today”, il presidente Buhari ha ricordato che nel mirino degli estremisti ci sono soprattutto i musulmani: «È un dato di fatto che il 90 per cento delle vittime di Boko Haram sia di religione islamica». Questo secondo il capo dello Stato, include non solo i morti ma anche le decine di “studentesse sequestrate”, di cui il caso più noto fu il rapimento di oltre 270 liceali da Chibok, nel 2014, ma anche «le sparatorie nelle moschee» nonché «l’uccisione di due prominenti imam». Buhari non ha dubbi: la strategia del gruppo ribelle è quella di «erigere un muro invisibile tra noi.  Hanno fallito nel tentativo di prendere il controllo di quei territori – osserva – così ora cercano di attaccare il nostro modo di pensare, allontanandoci gli uni dagli altri».

6 febbraio 2020