Nigeria, liberate le religiose rapite a novembre

Per loro aveva lanciato un appello anche Francesco. Erano state prelevate con forza da uomini armati il 13 novembre. Non è stato pagato alcun riscatto. Ora stanno bene e si trovano in ospedale per controlli

Sono libere le sei Suore del Cuore Eucaristico di Cristo – tre religiose e tre aspiranti – che erano state rapite nel sud della Nigeria nel novembre scorso. Lo ha annunciato la superiora generale suor Agatha Osarekhoe. «Siamo felici: sia resa Gloria a Dio», le sue parole. Una di loro, Veronica Ajayi, aspirante, è stata rilasciata sabato 6 gennaio; le tre religiose suor Roseline Isiocha, suor Aloysius Ajayi e suor Frances Udi sono state liberate insieme alle altre due aspiranti domenica 7. «Ora stanno bene e si trovano in ospedale per una visita».

Le donne erano state prelevate con la forza da alcuni uomini armati penetrati nel loro alloggio il 13 novembre, nello stato di Edo. I malviventi erano fuggiti con gli ostaggi su un’imbarcazione veloce. Secondo la stampa locale, riferisce l’Agenzia Fides, i sequestratori avrebbero successivamente richiesto un riscatto di 20 milioni di Naira (circa 54mila dollari). La superiora generale ha però affermato che «non è stato pagato nessun riscatto. Sappiamo che la polizia ha fatto del suo meglio per prendere i colpevoli. Doveva fare il suo lavoro. La cosa più importante è che le nostre sorelle sono libere». Lo ha confermato anche il commissario di polizia Johnson Kokumo, spiegando che le suore sono state liberate nel corso di un’operazione da lui guidata: «Gli agenti di polizia hanno circondato i rapitori i quali non hanno avuto altra scelta che rilasciare le religiose».

Per le suore rapite aveva lanciato il suo appello anche Papa Francesco, al termine dell’Angelus del 17 dicembre. «Mi unisco di cuore all’appello dei vescovi della Nigeria – aveva detto – per la liberazione delle sei Suore del Cuore Eucaristico di Cristo, rapite circa un mese fa dal loro convento a Iguoriakhi».

9 gennaio 2018