Nigeria, liberate oltre 80 studentesse rapite da Boko Haram

Sono rimaste imprigionate per tre anni. Il rilascio frutto di uno scambio che ha portato alla liberazione di alcuni sospetti militanti islamici

Sono rimaste imprigionate per tre anni. Il rilascio frutto di uno scambio che ha portato alla liberazione di alcuni sospetti militanti islamici 

Liberate dopo tre anni di sequestro. Sono le 82 studentesse nigeriane rapite da Boko Haram nel 2014 e rilasciate lo scorso sabato 6 maggio. Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha promesso sostegno alle giovani e che «sarà fatto di tutto per reintegrarle nella società». Lo stesso presidente supervisionerà personalmente la loro riabilitazione e la ripresa degli studi. Il rilascio, si è saputo da ambienti governativi, è il frutto di uno scambio con il gruppo jihadista che dopo un negoziato ha portato alla scarcerazione di alcuni sospetti militanti islamici, con la mediazione della Croce Rossa Internazionale.

Le 82 ragazze nigeriane facevano parte di un gruppo di 276 studentesse di età compresa fra i 16 e i 18 anni, per lo più cristiane, che il 15 aprile 2014 furono rapite nel dormitorio femminile di una scuola di Chibok, nello Stato nord-orientale del Borno. Il loro sequestro ha avuto un’eco mondiale al punto che c’è stata una mobilitazione internazionale per chiederne il rilascio. Altre 57 ragazze erano riuscite a fuggire poco dopo il sequestro e 21 erano state rilasciate in seguito, pare in uno scambio di prigionieri con 4 guerriglieri di Boko Haram, nell’ottobre scorso. Ora in mano ai terroristi ne resterebbero 113.

Da Maiduguri, nel Borno roccaforte di Boko Haram, le ragazze liberate al confine con il Camerun sono state portate a bordo di sei elicotteri ad Abuja, dove sono state subito sottoposte a visite mediche dopo il benvenuto del capo di gabinetto del presidente, Abba Kyari. Sono apparse tutte molto provate e una di loro aveva anche un bambino di meno di due anni, nato quindi mentre era sequestrata. Da quanto si sa, le ragazze sono state costrette a convertirsi all’Islam e in molti casi anche a sposare i loro aguzzini.

 

8 maggio 2017