Nuova edizione per la Guida ai santuari di Terra Santa

La pubblicazione, a cura dei frati Minori della Custodia, pensata per accompagnare i pellegrini “Sulle orme di Gesù”, come recita il titolo. Informazioni e tracce per la preghiera, per un «itinerario di conversione»

“Sulle orme di Gesù – Guida ai santuari di Terra Santa”, pubblicata da Edizioni Terra Santa è il titolo della terza edizione di una piccola guida curata dai frati francescani (biblisti e archeologi) della Custodia di Terra Santa. Non si tratta di una guida tradizionale, spiega l’editore in una nota ma «di un piccolo vademecum dei santuari cristiani di Terra Santa toccati di preferenza dai pellegrinaggi e custoditi, in gran parte, dai frati minori della Custodia di Terra Santa. Anzi, il libro vuole essere principalmente uno strumento per accompagnare il pellegrino, specialmente colui che intraprende il viaggio per la prima volta, nel cogliere pienamente il messaggio del luogo che si trova a visitare. Ecco perché, oltre alle notizie relative al santuario, vi si trovano piantine a colori in grado di raccontare le vicende storiche dei siti e le varie stratificazioni, oltre al brano di Vangelo che vi è ambientato e una traccia per la preghiera. Perché il viaggio in Terra Santa è soprattutto un itinerario di conversione e di immersione nel Mistero che ha cambiato la storia dell’uomo».

Il compito assunto è pienamente espletato: grazie anche ai testi introduttivi riguardanti la storia, la geografia e la presenza cristiana in Medio Oriente, di ogni santuario sono riportati la lettura biblica di riferimento, gli appunti dalla tradizione storica legata al luogo, la cartina archeologica per orientarsi e per ripercorrere le fasi storiche, una proposta di preghiera per un momento della visita, suggestive immagini a colori o antiche stampe, gli orari di apertura. Completano il volume delle cartine per localizzare i santuari a Gerusalemme e nel resto del Paese. Il pellegrinaggio in Terra Santa non è un semplice viaggio. Padre Francesco Patton, custode di Terra Santa, spiega nell’introduzione che durante gli incontri con i pellegrini gli piace mettere in evidenza che «siamo chiamati a fare un triplice pellegrinaggio: fisico, visitando appunto i luoghi di Gesù; liturgico, attraverso il percorso delle celebrazioni che ci vengono proposte durante l’anno; ed esistenziale, vivendo i contenuti della fede che i luoghi ci fanno scoprire».

Nazaret, ad esempio, è il luogo dove Dio ha colmato la distanza che lo separava dalla nostra condizione umana, e possiamo comprendere la grandezza del “sì” di Maria e dell’atteggiamento di Giuseppe. L’anno liturgico ripropone questo percorso il 25 marzo e in ogni domenica di Avvento e «l’aver visitato il luogo in cui tutto questo è accaduto mi aiuterà a ricordare la dimensione storica dell’evento e a tener viva la fede nel mistero dell’Incarnazione». Non si tratta solo di un particolare legame che si instaura dopo aver visitato quei luoghi: «Dovrò fare anche il mio pellegrinaggio “esistenziale” – scrive il custode -, occorrerà cioè che mi metta nell’atteggiamento di Maria e di Giuseppe per chiedermi a quale collaborazione Dio mi chiama per potersi rendere presente ancora oggi, nella mia persona e nella mia vita e attraverso la mia persona e la mia vita».

Possiamo fare la stessa cosa per ogni altro luogo di Terra Santa. «Il pellegrinaggio fisico e quello liturgico – precisa padre Patton – hanno senso proprio nella misura in cui mi spingono al pellegrinaggio esistenziale che mi farà scoprire come accogliere Gesù nella mia vita, come seguirlo, come rispondere alle domande che mi pone e ai gesti che compie, come accogliere le sue provocazioni, come entrare in sintonia con lui che lava i piedi ai discepoli, si dona a noi e per noi, desidera che si realizzi la volontà del Padre anziché la propria, dà la vita per amore nostro, entra con fiducia anche nel mistero della morte, ci offre dei segni per scoprire che è risorto ed è vivo, ci riempie del suo Spirito per mandarci nel mondo intero come suoi testimoni, membra vive della sua Chiesa». Nell’introduzione il custode sottolinea ancora che «camminare sulle orme di Gesù è semplicemente la più bella descrizione di ciò che significa essere suoi discepoli, essere cristiani, e il pellegrinaggio mira principalmente a questo: aiutarci a percorrere il cammino della nostra vita seguendo Gesù».