Obesità infantile, pubblicate le linee guida per la chirurgia pediatrica

Coordinato dagli esperti del Bambino Gesù il lavoro pubblicato sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition. In aumento, nei Paesi occidentali, obesi e iperobesi, passati in 14 anni dal 13 al 17%

Nei Paesi occidentali 1 bambino su 3 è in sovrappeso o obeso e aumenta il numero di quelli in condizione di iperobesità, che negli Stati Uniti è passato in 14 anni dal 13 al 17%. In questi casi è fondamentale intervenire con strategie educative e dietetiche-comportamentali, ma non sempre si riesce a mettere sotto controllo il problema. Uno strumento in più arriva dalle prime linee guida internazionali per la chirurgia dell’obesità (bariatrica) in ambito pediatrico, redatte da un comitato di 12 esperti coordinato da Valerio Nobili, responsabile di malattie epato-metaboliche all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, appena pubblicate sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, l’organo ufficiale della Società europea per la gastroenterologia pediatrica, l’epatologia e la nutrizione (ESPGHAN) e di quella nordamericana (NASPGHAN).

Da oggi quindi sarà possibile ricorrere alla strategia chirurgica per la riduzione dell’obesità nei bambini adottando criteri univoci e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, per fare fronte a quella che nei Paesi occidentali è diventata una vera e propria epidemia. «La crescita dell’obesità – spiega Nobili – ha portato a un drammatico aumento delle patologie a essa legate come il diabete di tipo 2 e la steatosi epatica non alcolica o fegato grasso, con i danni correlati che possono essere anche molto gravi soprattutto se trasferiti fino all’età adulta». Fondamentale, per questi bambini, adottare uno stile di vita e alimentare appropriato; «spesso però i risultati nel medio/lungo periodo sono deludenti. La chirurgia bariatrica diventa quindi un’importante alternativa per la riduzione del peso in quei bambini affetti da una forte obesità con rischi seri per la salute».

Le linee guida pubblicate delineano un approccio internazionale standardizzato alla chirurgia dell’obesità, che deve essere limitata a due gruppi di pazienti pediatrici: quelli in condizione di obesità patologica, vale a dire con indice di massa corporea pari o superiore a 40; e quelli con un indice di massa corporea tra 35 e 40 (obesità grave) associata a fegato grasso o ad altre gravi patologie mediche correlate all’obesità (come il diabete, l’ipertensione o le apnee notturne). Fino ad oggi, osserva ancora Nobili, «in assenza di parametri internazionali validati e riconosciuti, il bambino o l’adolescente che ne aveva bisogno restava fuori dall’opzione chirurgica o vi accedeva in tempi e modi non adeguati, magari in ritardo, quando ormai i principali organi coinvolti risultavano già compromessi».

Quello del trattamento non convenzionale dell’obesità patologica, gli fa eco Francesco De Peppo, responsabile della chirurgia bariatrica del Bambino Gesù, è un settore «in continua espansione», con una richiesta di intervento che è «oltre 10 volte superiore alla capacità di risposta del Sistema sanitario. Noi cerchiamo di lavorare, sia nella pratica clinica che in quella di ricerca, per mettere a punto strategie sempre più efficaci nel contrastare il fenomeno. Vedere i nostri ragazzi “rinascere” dopo un intervento che gli consente di perdere molte decine di chili in eccesso è fonte di straordinaria soddisfazione. La ridottissima invasività della procedura laparoscopica ci consente una dimissione dopo solo 3-4 giorni dall’intervento».

Le linee guida raccomandano che diversi altri fattori siano presi in considerazione per la chirurgia bariatrica: la maturità fisica e psicologica del paziente; il desiderio di sottoporsi alla procedura; i precedenti tentativi di perdita di peso; la capacità di rispettare le cure mediche di follow-up per ottenere il consenso informato. Il comitato di esperti che ha redatto le linee guida sottolinea poi l’importanza di ulteriori studi dei rischi a lungo termine dei pazienti con obesità associata a malattia epatica al fine di chiarire le indicazioni esatte per la chirurgia bariatrica negli adolescenti. Per questo motivo è stata creata un’apposita repository online – rivolta ai medici pediatri – per raccogliere in forma anonima, a fini di ricerca, i dati relativi a tutti i bambini e gli adolescenti sottoposti a qualsiasi tipo di procedura di perdita di peso.

16 gennaio 2015