Ong e salvataggi, il procuratore di Siracusa: nessun collegamento coi trafficanti

Francesco Paolo Giordano ascoltato in commissione Difesa al Senato. Loris De Filippi (Msf): «Noi facciamo solo quello che dovrebbe fare l’Europa»

Lo ha dichiarato Francesco Paolo Giordano nel corso di un’audizione in commissione Difesa al Senato. Msf: «Noi facciamo solo quello che dovrebbe fare l’Europa»

Il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano lo ha dichiarato ieri, martedì 2 maggio, nel corso di un’audizione in commissione Difesa al Senato: «A noi, come uffici, non risulta nulla su asseriti collegamenti tra organizzazioni non governative, o parti di ong, o elementi individuali, con i trafficanti». Non risulta «nessun elemento investigativo». Certamente, ha aggiunto, «siamo in grado di stabilire che ci sono ong e ong. Ci sono strutture con navi perfettamente equipaggiate e dotazioni conformi al codice di navigazione e collaborano con la polizia giudiziaria, altre hanno navi meno soddisfacenti dal punto di vista delle dotazioni e non hanno un atteggiamento pienamente collaborativo». Questo, però, «va interpretato non come ostacolo alle indagini o favoreggiamento di reati ma come atteggiamento ideologico, coerente con chi è più a favore dei migranti che della polizia giudiziaria».

Ascoltato dalla commissione Difesa di Palazzo Madama anche Loris De Filippo, presidente di Medici senza frontiere Italia. «Stanno gettando in maniera indiscriminata sulle ong una montagna vergognosa di pattume in maniera strumentale che avrà effetti a lunga durata – ha dichiarato al termine dell’audizione incontro la stampa estera -. Noi facciamo solo quello che dovrebbe fare l’Europa. Chiediamo un sistema europeo di ricerca e soccorso in mare serio e vie d’ingresso legali e sicure per evitare che la gente muoia in mare affidandosi ai trafficanti». Una richiesta, quella di un sistema di soccorso e salvataggio europeo, che Msf porta avanti da due anni, ha rivendicato De Filippi: «Il nostro intervento umanitario – ha continuato – non è altro che vicariare ciò che dovrebbe fare l’Europa, perché il nostro compito è salvare le persone indipendentemente dal credo, dalla razza o dalla religione. Ora fa comodo questo polverone per la campagna elettorale, vedremo cosa succederà tra un anno, visto che i flussi continueranno per almeno altri 20 anni».

Nel Mediterraneo, secondo Msf, è in corso «una deliberata operazione di non-intervento  a soccorso di persone in pericolo: sono le politiche europee, non le ong, a favorire i trafficanti». Durante l’audizione Msf ha chiesto alle autorità italiane di affrontare le vere cause di questa situazione, cioè la disperazione delle persone e l’assenza di politiche europee che offrano alternative alla traversata in mare. «Noi non lavoreremmo mai con la polizia giudiziaria e con armi a bordo perché la nostra azione umanitaria è indipendente e neutrale», ha aggiunto De Filippi rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito di una proposta di legge annunciata sul blog del Movimento 5 Stelle, che consentirebbe alle procure di avvalersi della Polizia giudiziaria sulle navi della guardia costiera e navi militari per indagare sul business dell’immigrazione clandestina. «Se poi lo Stato italiano deciderà in questo senso prenderemo le nostre contromisure», le parole del presidente di Msf Italia. La conseguenza però è naturale: «Se chiedessero anche a noi di far salire armi a bordo diremmo di no». Le ong infatti «non sono una risposta politica a fenomeni complicati della geopolitica che producono migranti, questo i politici non lo capiscono. Noi rispondiamo all’incapacità dell’Ue e dell’Italia di rispondere al problema dei morti in mare».

In merito alle accuse del procuratore di Catania, ha ribadito De Filippi, «ci auguriamo che nel più breve tempo possibile le prove vengano fuori. Non abbiamo nulla da dire sulle indagini ma molto da dire sulle strumentalizzazioni politiche: è gravissimo distogliere l’attenzione dalle vere cause del problema, ossia l’inefficienza europea nel gestire i flussi. In questo modo le persone crederanno sempre di meno alle ong. Cosa impareranno i ragazzi: dov’è l’impegno la solidarietà, la compassione? Chiediamo ai politici di usare prudenza, rispetto e riserbo e non creare questa montagna infame di pattume che sta investendo l’intero mondo dell’umanitario».

3 maggio 2017