Ora di religione, i vescovi: strumento per confrontarsi con le domande della vita

Il messaggio della presidenza Cei in vista della scadenza del 25 gennaio sulla scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica

È indirizzato a studenti e genitori il messaggio della presidenza della Cei in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2021-2022, da compiersi entro il 25 gennaio.

«Che cosa sarebbe l’arte senza la Cappella Sistina di Michelangelo, la poesia senza
la Divina commedia di Dante, la musica senza la Passione secondo Matteo di Bach, la
letteratura senza i Promessi sposi di Manzoni, l’architettura senza il Duomo di Milano, la
filosofia senza Kierkegaard?». E ancora, «cosa sarebbe l’amore senza il Cantico dei cantici, la dignità umana senza le parole di Gesù sui poveri nei Vangeli, la felicità senza il Discorso della
montagna del Vangelo di Matteo?». Si apre con queste domande il testo della presidenza Cei, che porta la data di sabato 8 gennaio, evidenziando che l’insegnamento della religione cattolica a scuola offra anzitutto alcuni strumenti utili a rispondere. «Consente infatti – si legge nel testo – di conoscere e contestualizzare in un’ottica più ampia la storia culturale del nostro Paese e del mondo intero, attraverso le idee che la religione cristiana ha prodotto»

Non solo. I vescovi della Conferenza episcopale italiana vedono nell’insegnamento della religione cattolica la possibilità per gli studenti di «confrontarsi con le domande profonde della vita». Soprattutto «nel tempo della formazione intellettuale», quando sorgono quei quesiti « che a volte ci affannano ma che di fatto ci rendono esseri umani unici e irripetibili: chi siamo? Quale storia ci ha preceduto? Cosa dobbiamo fare per il presente nostro e dei nostri cari? Perché il dolore e la morte? Cosa possiamo sperare per il futuro in questa terra e dopo? Ognuno – osservano i presuli – deve trovare la sua risposta». E in questo orizzonte si pone l’insegnamento della religione cattolica. Oltretutto, «in un tempo in cui la pandemia di Covid-19 ci sta ponendo di fronte problemi inediti per l’umanità, pensiamo che le generazioni future potranno affrontare meglio anche le sfide nel campo dell’economia, del diritto o della scienza se avranno interiorizzato i valori religiosi già a scuola», è scritto ancora nel messaggio.

Si tratta, per i vescovi, della capacità di «apprezzare il mondo guardando oltre le apparenze», di «non accontentarsi delle cose materiali puntando piuttosto a quelle spirituali», di «confutare le false superstizioni escludendo ogni forma di violenza in nome di Dio». Ancora, si tratta «di allenarsi al dialogo sempre rispettoso dell’altro, di formare una coscienza matura imparando a crescere tenendo conto degli altri e soprattutto dei più deboli. Siamo sicuri che l’alleanza educativa stretta tra voi, genitori e studenti, e gli insegnanti di religione cattolica – concludono – consenta di vivere il tempo della scuola come un’occasione di reale formazione delle nuove generazioni in modo sano e costruttivo, per il bene dei nostri ragazzi e della nostra società».

11 gennaio 2021