Ordinazioni, Francesco: «Siate sacerdoti di popolo non chierici di Stato»

Dopo oltre un anno il Papa è tornato a celebrare all'altare della Confessione, imponendo le mani su 9 eletti, provenienti dai seminari della diocesi. L'esortazione a essere «poveri che amano i poveri». Le tre «vicinanze del sacerdote»: a Dio, ai confratelli e ai fedeli

Un buon pastore è lontano dalla cupidigia perché è consapevole che «il diavolo entra dalle tasche». Non pensa a fare l’imprenditore, non è un «chierico di Stato» ma adotta uno stile di vicinanza a Dio, al vescovo, ai confratelli e al gregge che gli viene affidato, guidandolo con compassione e tenerezza. Papa Francesco ha indicato così la strada maestra per un buon ministero sacerdotale ai nove presbiteri ordinati per la diocesi di Roma ieri, 25 aprile, IV domenica di Pasqua e 58° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, nella basilica di San Pietro. Dopo oltre un anno, Bergoglio è tornato a celebrare all’altare della Confessione e da qui ha imposto le mani sul capo degli eletti. Si tratta di George Marius Bogdan, Salvatore Marco Montone, Manuel Secci, Diego Armando Barrera Parra, Salvatore Lucchesi e Giorgio De Iuri, provenienti dal Pontificio Seminario Romano Maggiore. Con loro, Riccardo Cendamo e Samuel Piermarini, che hanno studiato al Collegio diocesano Redemptoris Mater, e Mateus Henrique Ataide da Cruz, dal Seminario della Madonna del Divino Amore.

ordinazioni sacerdotali, papa francesco, san pietro, 25 aprile 2021Nell’omelia pronunciata per lo più a braccio, Francesco ha esortato i nuovi sacerdoti a essere «poveri che amano i poveri» e non «arrampicatori», a non pensare alla carriera ma a donarsi per spirito di servizio. Vicinanza, compassione e tenerezza sono i tre pilastri su cui deve reggere la vita sacerdotale. Il pontefice li scandisce più volte in una basilica che, dopo mesi di celebrazioni con un ristretto numero di fedeli, è tornata ad animarsi con parenti e amici dei nuovi presbiteri, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti. Entrando nel dettaglio, ha specificato le «quattro vicinanze» di un sacerdote. «Vicinanza con Dio nella preghiera, nei sacramenti, nella Messa – le parole di Bergoglio -. Un sacerdote che non prega spegne lentamente il fuoco dello Spirito dentro». Quindi la vicinanza al vescovo e nel caso specifico di Roma, dove il vescovo è il Papa, al “vice vescovo”, ha osservato Bergoglio, indicando il cardinale vicario Angelo De Donatis, concelebrante con il vicegerente Gianpiero Palmieri, alcuni cardinali, i vescovi ausiliari, i superiori dei seminari interessati e i parroci degli ordinandi. Anche nei momenti difficili bisogna cercare la vicinanza del vescovo, ha aggiunto il Papa, rimarcando la paternità spirituale del presule, con il quale bisogna collaborare umilmente.

ordinazioni sacerdotali, papa francesco, san pietro, 25 aprile 2021Poi la vicinanza tra confratelli e questa volta il Papa ha indirizzato ai neo sacerdoti il monito, che spesso rivolge ai laici, di non cadere nel pettegolezzo. «Se avete qualcosa contro un altro, siate uomini, avete i pantaloni: andate lì e diteglielo in faccia», ha detto Francesco. Infine, la vicinanza ai fedeli che, dopo Dio, è «la più importante. Nessuno di voi ha studiato come diventare sacerdote. Avete studiato le scienze ecclesiastiche, come la Chiesa dice che si deve fare. Ma voi siete stati eletti, presi dal popolo di Dio. Non dimenticate da dove siete venuti. Non perdete il fiuto del popolo di Dio. Siate sacerdoti di popolo, non chierici di Stato».

Se un sacerdote vuole davvero improntare il suo ministero sullo stile di Dio deve essere anche compassionevole e tenero, non deve «chiudere il cuore ai problemi» ma sedersi e «perdere tempo ascoltando e consolando». Ha quindi chiesto ai presbiteri di essere sempre misericordiosi «perché Dio non si stanca di perdonare». Per imprimere nella mente l’immagine di un sacerdote pastore e non di «un funzionario o spietato imprenditore», il Papa ha raccontato la storia di un prete che «aveva il cuore attaccato» all’ufficio che amministrava. Sgridò bruscamente e mandò via un anziano dipendente che aveva commesso un errore e questi morì. «Abbiate questa immagine sempre» ha ripetuto due volte il Papa. Al termine della liturgia, poi, si è chinato a baciare le mani, unte con il sacro crisma, di ciascun ordinato, si è fatto benedire da don Mateus Henrique Ataide Da Cruz e si è intrattenuto qualche istante con i familiari dei nuovi presbiteri.

26 aprile 2021