Orp, l’esperienza del pellegrinaggio e la trasmissione della fede

Conclusa la due giorni del Convegno nazionale teologico-pastorale. Monsignor Viganò (Segreteria comunicazione della Santa Sede): «La comunicazione è un asset fondamentale». Il nuovo catalogo

Con la constatazione di essere chiamati a un compito impegnativo e l’auspicio di saper continuare a offrire occasioni di incontro con la Parola, si è concluso il XX Convegno nazionale teologico-pastorale promosso dall’Opera romana pellegrinaggi che si è svolto nelle giornate di ieri e oggi, 23 gennaio, alla Pontificia Università Lateranense.

Dopo la preghiera delle lodi affidata a monsignor Enrico dal Covolo, magnifico rettore dell’ateneo pontificio, che ha invitato a «essere pellegrini nel solco della verità», il tema-guida dell’assise, “Il pellegrinaggio e la trasmissione della fede”, anche questa mattina è stato declinato a partire dall’elemento artistico. In continuità con le suggestive relazioni di ieri di padre Frederic Manns, monsignor Crispino Valenziano, già ordinario di Spiritualità liturgica e di arte per la liturgia al Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo, ha evidenziato il legame che sussiste tra il ciclo musivo di Betlemme e le opere conservate nella Betlemme romana, ossia Santa Maria Maggiore, dove Papa Sisto III, nel 432, fece realizzare una grotta della Natività e dove sono conservati i frammenti della mangiatoia che accolse Gesù Bambino. «I mosaici presenti sulle due navate – ha spiegato Valenziano – corrispondono alle narrazioni delle generazioni presenti a Betlemme e risalgono al I secolo», tuttavia non sono «arcaici nel senso di antichi ma in quanto relativi alle origini, al principio» e, quindi, in grado «di produrre informazioni e indicazioni sulla storia della Chiesa».

L’altro argomento posto al centro dei lavori ha riguardato l’efficacia della comunicazione nella trasmissione della fede, proprio in relazione all’esperienza del pellegrinaggio: ieri pomeriggio don Paolo Asolan, docente di Teologia al Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis, e il direttore del nuovo Ufficio per la cultura e la pastorale universitaria del Vicariato di Roma monsignor Andrea Lonardo hanno trattato, rispettivamente, di come “Comunicare la fede lungo le vie del pellegrinaggio a piedi” e di “Via Pulchritudinis: la bellezza salverà l’annuncio?”. Oggi monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, ha riflettuto su “La comunicazione nella Chiesa attraverso la tecnologia” illustrando il rinnovamento della comunicazione della Santa Sede avviato dal 2013, resosi necessario «perché viviamo in un mondo digitale che non è affatto puramente virtuale». In questo contesto, «la comunicazione è un asset fondamentale».

Viganò ha evidenziato quanto sia importante pensare ai fruitori di notizie e contenuti: tanto per un comunicatore quanto per l’organizzatore di un pellegrinaggio «è fondamentale ascoltare le esigenze dell’utente finale e non accontentarsi di trasmettere solo quello che a noi interessa e sta a cuore». È necessario, perciò, un adeguamento al contesto culturale odierno, facendo attenzione «alla gestione dei costi e all’impatto apostolico».

Il convegno è stato anche l’occasione per presentare il nuovo catalogo con le proposte dell’Orp per il 2018: oltre alle mete tradizionali legate ai santuari mariani di Fatima e Lourdes e ai luoghi della vita di Gesù, ci sono i nuovi, o rinnovati, itinerari: Georgia-Armenia, Lituania-Lettonia-Estonia, nonché quelli che conducono in Turchia e in Egitto, penalizzati negli ultimi anni per questioni di sicurezza. Molte anche le proposte di “Roma cristiana” sui luoghi degli apostoli, dei martiri e dei santi: un’occasione privilegiata per ritrovare e vivere nella città il messaggio del Vangelo.

23 gennaio 2018