«In Italia continuano a esserci disuguaglianze». Non lascia spazio a incertezza il nuovo indice di contrasto alla disuguaglianza presentato ieri, 9 ottobre, da Oxfam al Meeting annuale del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale in corso a Bali. Si tratta di un indice composito che esamina, mette a confronto e classifica le scelte di 157 Paesi in tre macro-ambiti di intervento determinanti per la riduzione delle disuguaglianze di reddito nazionali: spesa pubblica, politica fiscale e politica del lavoro.

Secondo lo studio di Oxfam, il nostro Paese è al 152° posto per spesa pubblica destinata all’istruzione, all’81° posto per progressività strutturale del sistema fiscale e al 79° per livelli di retribuzione minima. Il primo posto della classifica lo guadagna la Danimarca, grazie ad un portato storico di politiche fiscali progressive, ampia spesa pubblica destinata al welfare, forti tutele per i lavoratori, eppure questi capisaldi della politica danese rischiano di essere indeboliti dall’attuale governo. Tra i Paesi più virtuosi ci sono anche Francia e Belgio che risultano al momento nella top 10 dell’indice, ma la cui posizione è messa particolarmente a rischio dalle annunciate riforme fiscali e del mercato del lavoro.

«La crescente disuguaglianza intrappola le persone nella povertà – spiega la direttrice di Oxfam internationale Winnie Byanyima -. Vediamo bambini che muoiono a causa di malattie prevenibili in Paesi in cui i budget sanitari necessitano di finanziamenti urgenti, mentre miliardi di dollari vanno persi con l’elusione e l’evasione fiscale. Tantissime donne vivono con salari da fame, senza che gli ritorni nulla o pochissimo della ricchezza che creano con il proprio lavoro. Ma niente di tutto ciò è inevitabile».

Di fronte a un preoccupante avanzamento della povertà, all’aumento della marginalizzazione e del rischio di esclusione sociale nel nostro Paese, il ranking relativo dell’Italia nell’Indice di Oxfam – 16ª a livello assoluto, e in 15ª posizione su 35 Paesi Ocse nel 2017 – è dovuto ancor oggi, in termini comparativi, al portato del welfare italiano, la cui connotazione universalistica corre tuttavia il serio pericolo di ulteriore deterioramento a fronte di alcune delle scelte annunciate dall’attuale governo in materia di politica fiscale e socio-economica. «Se l’Italia si collocava a fine 2017 nelle parti alte della classifica, il rischio di ridimensionamento nel ranking è oggi estremamente elevato – afferma la direttrice delle campagne di Oxfam Italia Elisa Bacciotti -. Il piano di riforme contenuto nella nota di aggiornamento al Def lascia molte perplessità sulla reale capacità del nuovo governo di mantenere l’impegno di riduzione delle disuguaglianze assunto dal nostro Paese nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite».

10 ottobre 2018