Padre Antonio Stefanizzi, da Roma una voce per il mondo (1917-2020)

La vita del gesuita che diresse la Radio Vaticana dal 1953 al 1967: una missione al servizio della Chiesa sulle frontiere più moderne della tecnica

Nominato direttore della Radio Vaticana da Pio XII nel 1953, a soli 35 anni, padre Antonio Stefanizzi fu il terzo gesuita a ricoprire quell’incarico dopo padre Giuseppe Gianfranceschi (1931-1934) e padre Filippo Soccorsi (1934-1953).  Lo rimase fino al 1967, e poi ne restò direttore tecnico fino all’avvicendamento del 1973. Del primo giorno d’incarico ricordava divertito: «Rammento ancora la sorpresa di quella designazione anche per me. Ricordo che per superare le iniziali diffidenze e “resistenze” della Gendarmeria vaticana dovetti mostrare una copia de L’Osservatore in cui era scritto, in forma ufficiale, che il nuovo direttore della Radio del Papa ero io!».

Padre Stefanizzi è stato un protagonista dell’espansione del mezzo che ha permesso a centinaia di milioni di fedeli in ogni parte del mondo di ascoltare la parola del Papa, e di essere informati sulla grande realtà universale della Chiesa cattolica. Affiancato da altri gesuiti provenienti da diverse parti del mondo, coordinò la preparazione di tanti programmi che in diverse lingue riuscirono a raggiungere anche i Paesi oltre la cortina di ferro nella lunga stagione della guerra fredda, in cui molte realtà cattoliche erano costrette a sopravvivere sotto regimi di grande durezza. Grazie alla sua attività, anche in Africa e in Asia poteva giungere la voce del Papa. Per anni fu collaboratore degli episcopati asiatici per la realizzazione di Radio Veritas, l’emittente radio che da Manila era in grado di diffondere programmi nelle maggiori lingue del continente per raggiungere tutti i Paesi dell’Asia meridionale e orientale. Dietro a quel lavoro c’era una competenza specifica maturata in anni di studio.

antonio stefanizzi con Paolo VIPadre Antonio era nato il 18 settembre 1917, alla vigilia della svolta finale della rivoluzione sovietica, in un centro della provincia di Lecce. A 15 anni era entrato nel noviziato gesuita della Provincia Napoletana della Compagnia di Gesù. Dopo il noviziato compì gli studi umanistici e quelli filosofici tra il 1934 ed il 1940. Durante la guerra compì studi di matematica e fisica laureandosi all’Università di Napoli nel 1943 e poi fino al 1946 completò gli studi teologici alla Facoltà San Luigi presso il collegio gesuita di Posillipo a Napoli. Il 7 luglio 1946 venne ordinato sacerdote e poi venne inviato come insegnante al Seminario Regionale di Reggio Calabria, affidato ai gesuiti per preparare il clero calabro. Alla fine degli anni Quaranta fu inviato a perfezionarsi negli Stati Uniti seguendo a New York corsi scientifici alla Fordham University, dei gesuiti. Tornato in Italia, approdò a Roma, chiamato a insegnare materie scientifiche alla Gregoriana, finché Pio XII non lo volle alla guida della Radio Vaticana.

Il secondo dopoguerra presentava il confronto tra due modelli alternativi di costruzione della società, e in quel contesto far giungere a sempre più persone la voce del Papa apparve una impellente necessità per garantire spazi di umanità a fronte di una competizione sempre più globale. Fu per questo che Stefanizzi si dedicò con tutte le sue capacità alla realizzazione del nuovo Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria. Il progetto avviato nel 1954 era voluto da Pio XII che riteneva necessario intensificare la diffusione del servizio della Radio Vaticana nel mondo. Le vecchie strutture tecniche situate all’interno della Città del Vaticano erano ormai insufficienti allo scopo.

Fu per questo che la Santa Sede acquistò dal Collegio germanico oltre 400 ettari della campagna romana lungo la via Braccianese, per ospitare i trasmettitori e una rete di grandi antenne sospese, indispensabili a orientare il segnale verso tutti i continenti. Pio XII presenziò all’inaugurazione il 27 ottobre 1957, e venne accolto da padre Stefanizzi che lo accompagnò ad accendere i trasmettitori. E fu ancora lui ad accogliere i due Papi successivi. Giovanni XXIII visitò il Centro il 27 novembre 1962 e Paolo VI – che intanto aveva iniziato a portare la sua voce anche fisicamente nei quattro angoli della terra attraverso i suoi viaggio apostolici intercontinentali – il 30 giugno 1966.

Ma le sue competenze furono spese anche in altri servizi alla Chiesa, come quando provvide al rinnovamento dell’impianto elettroacustico della basilica di San Pietro, e fu incaricato di provvedere, come membro di una apposita commissione preparatoria, a progettare e implementare impianti che permettessero la diffusione a livello planetario, sia in audio che in video, del Concilio Vaticano II. Il gesuita spinse i suoi interessi verso le più moderne tecnologie in ogni tempo, garantendo la partecipazione vaticana alla nuova frontiera delle telecomunicazioni satellitari. Fu, nel 1964, l’inviato vaticano a Washington per l’avvio della prima organizzazione intergovernativa mondiale per lo sviluppo e la gestione delle telecomunicazioni via satellite (Intelsat), di cui la Città del Vaticano risultò uno degli 11 Stati iniziatori. E negli anni Novanta sarebbe stato tra i protagonisti di una équipe per la realizzazione di due stazioni terrene satellitari in Vaticano capaci di rilanciare attraverso due satelliti Intelsat collocati sugli Oceani Atlantico e Indiano, il segnale della Radio del Papa a livello globale; e fu lui ad organizzare, a partire dalla fine del 1974 per l’inaugurazione dell’Anno Santo 1975, le “mondovisioni” dei principali eventi della Santa Sede, permettendo di ritrasmettere le riprese compiute prima dalla Rai e poi direttamente dal Centro televisivo vaticano (Ctv) alle altre emittenti televisive del mondo.

Anche nella nascita del Ctv fu utile la sua competenza, tanto che ne divenne consigliere d’amministrazione nel 1989 e segretario generale l’anno successivo. A partire dalla fine degli anni Novanta i suoi impegni pubblici si diradarono ma visse ancora responsabilità all’interno della sua comunità. Si è spento a 102 anni, sazio di giorni, il 4 aprile 2020. Quella di padre Stefanizzi è stata una lunghissima e generosa vita al servizio della Chiesa sulle frontiere più moderne della tecnica, per far giungere a tutti la voce del vescovo di Roma.

21 ottobre 2020