Padre Davide Carbonaro è il nuovo arcivescovo di Potenza

L’annuncio di De Donatis nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, contestuale a quello dell’arcivescovo uscente Ligorio nella cattedrale del capoluogo lucano e alla diffusione della notizia da parte della Sala stampa vaticana. «Gioia e trepidazione»

«La voce del Buon Pastore risuona ancora nel mio cuore: “Fidati di me e del mio Vangelo”». Ha accolto con queste parole, padre Davide Carbonaro, l’annuncio della nomina ad arcivescovo della diocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, dato questa mattina, 2 febbraio, dal cardinale vicario Angelo De Donatis nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, davanti ai vescovi ausiliari di Roma, ai prefetti e al personale del Vicariato. Un annuncio in contemporanea con quello comunicato nella cattedrale del capoluogo lucano dall’arcivescovo uscente Salvatore Ligorio e con la diffusione della notizia da parte della Sala stampa della Santa Sede. «Ringrazio Papa Francesco della sua fiducia e mi presento a voi tutti con un cuore pieno di gioia e trepidazione», le parole del religioso, finora parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli, di cui proprio ieri si è aperto il XV centenario.

Dopo aver dato lettura della nomina papale e avergli messo al collo la croce consegnatagli dalla comunità di Campitelli, De Donatis ne ha ricordato brevemente la biografia. Nato a Rosolini (Siracusa) il 1° gennaio 1967, trasferitosi all’età di 11 anni a Roma con la sua famiglia, Carbonaro appartiene all’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio nel quale ha emesso i voti solenni a Roma il 2 febbraio 1992, esattamente 32 anni fa. Dopo gli studi superiori, ha frequentato il biennio filosofico alla Pontificia Università Gregoriana e ha conseguito poi la licenza in Teologia biblica. Ordinato sacerdote il 3 ottobre 1992 a Santa Maria in Portico in Campitelli, ne è stato parroco dal 1995 al 2004 e poi dal 2010 fino alla nomina di oggi.

Numerosi gli incarichi ricoperti all’interno dell’ordine fondato da san Giovanni Leonardi, prima a Napoli e poi a Roma. È stato tra i fondatori della comunità dell’ordine a Owerry, in Nigeria. Dal 2010 al 2016 consigliere generale e segretario generale dei Chierici della Madre di Dio, nel 2022 è stato eletto vicario generale. Diversi anche gli incarichi nella diocesi di Roma, tra cui quello di prefetto per la II prefettura dal 2020 e di referente per il cammino sinodale dal novembre 2021. Dal novembre 2015 al 2020 è stato membro del Consiglio presbiterale diocesano e dal novembre 2017 accompagnatore spirituale delle Acli di Roma e guida di Terra Santa con l’Opera romana pellegrinaggi. Autore di numerose pubblicazioni e articoli per giornali e riviste, ha collaborato e collabora con programmi radiofonici e televisivi. Un sacerdote «molto presente nella vita della diocesi», lo ha definito il cardinale vicario, negli ultimi anni anche in «aiuto al cammino sinodale con generosità e passione». E proprio per questo «siamo contenti ma c’è anche un certo dispiacere». In ogni caso, ha aggiunto, «Roma dona con gioia, come anche con gioia riceve».

Di «nuovo inizio» ha parlato padre Carbonaro, rivolgendo il suo saluto anzitutto all’arcivescovo Salvatore Ligorio, «che ha servito con paterna benevolenza e generosa lungimiranza la nostra Chiesa», e all’intera comunità ecclesiale che a breve inizierà a servire. «Chiedo di essere accolto come padre e fratello a cui il Signore ha perdonato molto e che, con voi, è chiamato a sostenere la causa del Vangelo di Gesù Cristo». Nelle sue parole, forte il richiamo alla comunione, così come la vicinanza «alle famiglie, alle giovani generazioni, agli anziani e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Camminerò insieme a voi come ospite e pellegrino di speranza», ha assicurato. E ancora: «Insieme offriremo la ricetta del Vangelo che ci invita a fissare lo sguardo sulla nostra realtà, ma anche sul mondo intero, assetato di riconciliazione e di pace».

Da ultimo, le parole di commiato dalla sua famiglia religiosa, «che ho amato e servito», e dalla Chiesa di Roma, «che è stata mia Madre: da essa ha imparato a operare in quella carità che la distingue per vocazione». Rinnovando i suoi «legami sinceri di fraternità», ha riconsegnato in particolare ai confratelli – rappresentati in Aula dal padre generale Antonio Piccolo – le parole del fondatore san Giovanni Leonardi: «Parto con il corpo, ma vi lascio il cuore».

2 febbraio 2024