Pastorale sanitaria, quando la promozione della salute passa dalla famiglia

Il convegno di apertura dell’anno e la presentazione del programma. Il vescovo Leuzzi: «Rialzare il malato fisicamente ma anche emotivamente»

Il convegno di apertura dell’anno, dedicato alla presentazione del programma. Il vescovo Leuzzi: «Rialzare il malato fisicamente ma anche emotivamente»

C’è in prima fila suor Vincenza, capelli argentati e occhi brillanti, che da oltre 50 anni svolge il suo servizio al fianco dei pazienti del Bambino Gesù; poco distante padre Carmelo, cappellano all’ospedale Pertini, instancabile con le sue iniziative volte a motivare volontari e personale medico e paramedico. Nel teatro del Seminario Maggiore si sono riunite tutte le braccia operose del Centro diocesano per la pastorale sanitaria. Volti e storie che nel tempo hanno lasciato un’impronta significativa. E che vogliono continuare a mettere a disposizione il loro impegno per la comunità. Insieme hanno riflettuto, sabato 1° ottobre, sul programma del nuovo anno pastorale, “Costruire insieme la civiltà dell’amore. La famiglia e la promozione della salute”, al quale è stato associato un brano del Vangelo, Matteo 8,14, che racconta la visita di Gesù a casa di Pietro e la guarigione della suocera.

Nel passo del Vangelo di Matteo, due verbi: alzarsi e servire. «L’intervento sanitario può “alzare” la persona fisicamente ma il nostro impegno deve aiutarla a rialzarsi anche emotivamente – spiega il vescovo delegato per la pastorale sanitaria, monsignor Lorenzo Leuzzi -. Servire invece significa avvicinare il malato alla famiglia». Proprio questo è l’obiettivo del programma, come spiega monsignor Leuzzi, che ha presieduto l’incontro: «Vogliamo aiutare la Chiesa e la società a capire che nella famiglia l’uomo malato può vivere la sua esperienza di malattia come in un luogo dove la persona scopre di valere per quello che è e non per quello che fa».

Ed ecco le sfide, sul piano pastorale: «Creare in ospedale rapporti tra il malato e la famiglia, ma poi potenziare anche sul piano organizzativo l’assistenza domiciliare. Perché il malato nella famiglia può trovare quel di più che nelle strutture sanitarie a volte manca». E per questo motivo bisogna anche «costruire una famiglia nei luoghi in cui operiamo, riscoprendo il senso di appartenenza e partecipazione», sottolinea padre Carmelo Vitrugno, cappellano al Pertini. Sono impegnate in quest’ottica anche le Figlie della Carità al Bambino Gesù. Sono solo sette e tanto c’è da fare, ma ogni giorno la loro vocazione le spinge oltre la fatica. «Cuciniamo volontariamente il pranzo per le mamme che non possono allontanarsi dai loro bambini ricoverati – racconta suor Vincenza Useli -. Ai poveri invece offriamo i biglietti per la mensa».

È medico al Fatebenefratelli dell’isola Tiberina ma anche diacono da tre anni Bruno Gennaro. La sua esperienza pone l’attenzione su un’altra emergenza: «Noto la difficoltà soprattutto degli anziani ad accedere alle cure, alcuni non possono pagare gli esami. Come cristiani abbiamo il dovere di farci carico di ciò e di ascoltare i bisogni del paziente e del personale sanitario».

Durante l’incontro è stato presentato anche il calendario degli appuntamenti di formazione per i cappellani programmato dal Centro diocesano diretto da monsignor Andrea Manto: si svolgeranno l’ultimo giovedì del mese in Vicariato, dalle 10 alle 12. Si comincerà il 27 ottobre con l’introduzione all’esortazione apostolica “Amoris laetitia”. Il 24 novembre si rifletterà sull’accompagnamento delle situazioni matrimoniali “irregolari” nel tempo della malattia e della vecchiaia. Il rapporto tra il cappellano e la famiglia del malato sarà al centro dell’incontro del 26 gennaio. Problematiche ed esperienze d’aiuto di famiglie con un figlio disabile saranno discusse il 30 marzo. Come costruire una famiglia intorno ai malati soli e il ruolo delle cappellanie ospedaliere sarà l’oggetto dell’incontro del 27 aprile. Si chiuderà il ciclo il 25 maggio con una riflessione sulla spiritualità della famiglia nel tempo della malattia. Altri due appuntamenti saranno invece la Messa per i medici cattolici nella basilica di San Giovanni, il 18 ottobre, e la Giornata del malato, l’11 febbraio.

3 ottobre 2016