Pedro Castillo proclamato presidente del Perù

Confermata la vittoria per stretto margine, un mese e mezzo dopo il ballottaggio del 6 giugno. La Chiesa: riconoscere e rafforzare la democrazia

Il Perù ha ufficialmente il suo presidente della Repubblica: è Pedro Castillo, il candidato di Perù Libre, forza di sinistra, proclamato ieri, 19 luglio, dall’ente che presiede alle elezioni, il “Jurado National de Elecciones” (Jne), un mese e mezzo dopo il ballottaggio elettorale dello scorso 6 giugno e a 9 giorni dalla data prevista per l’insediamento. La proclamazione è avvenuta una volta che sono stati presi in esame i numerosissimi ricorsi presentati dall’avversaria di Castillo, Keiko Fujimori, candidata della destra, figlia del dittatore Alberto, alla sua terza sconfitta consecutiva al ballottaggio.

Confermata dunque la vittoria di Castillo per stretto margine – circa 40mila voti – mentre Fujimori, dopo aver tentato con tutti i mezzi di opporsi a un risultato che da settimane appariva chiaro, ha affermato di «accettare l’esito, perché così prevede la legge». Da Castillo, un appello all’avversaria: «Non mettiamo barriere, per far andare avanti il nostro Paese». Ora dovrà convincere un Parlamento che in maggioranza gli è contrario e l’establishment di Lima, preoccupato per l’ascesa al potere di un presidente decisamente di sinistra e proveniente dalla periferia del Paese.

Nelle scorse settimane il nuovo presidente aveva cercato di mandare segnali tranquillizzanti e di moderazione, rispetto ai proclami della campagna elettorale. Anche la Chiesa ha fatto appello a riconoscere e a rafforzare la democrazia, nell’ottica del bene comune, e a trovare vie di dialogo. L’arcivescovo di Lima Carlos Castillo ha parlato di «momento difficile» ma anche di «occasione straordinaria per fare un passo avanti tutti insieme». La Chiesa, ha sottolineato, «sta con la legalità e con il rispetto della volontà popolare. Di fatto, posso affermare con chiarezza che il prossimo presidente potrà sempre contare sulla leale collaborazione della Chiesa», ha assicurato.

20 luglio 2021