Piano Trump per il Medio Oriente, la condanna del patriarca emerito Sabbah

Michel Sabbah, primo palestinese a essere patriarca latino di Gerusalemme: «I forti cresceranno nella loro oppressione imposta ai deboli, l’odio crescerà e verrà versato più sangue. Il male prevarrà»

Dal Medio Oriente arriva una dura condanna al piano di pace presentato a Washington dal presidente Usa Donald Trump martedì 28 gennaio. A “firmarla” il patriarca emerito di Gerusalemme Michel Sabbah, che ha svolto il suo ministero pastorale dal 1987 al 2008. Gli Stati Uniti, scrive in messaggio diffuso ieri, 29 gennaio, via social, «hanno detto a Israele: continua a fare quello che stavi facendo fino ad oggi, occupazione e insediamenti. Noi siamo al tuo fianco. Affermiamo che tutta la terra è tua. Il popolo palestinese che l’abita deve rimanere sottomesso alla tua volontà». Primo arabo a essere stato nominato patriarca latino di Gerusalemme, Sabbah scrive che «a Israele e Usa bisogna ricordare cosa dice loro e a tutti gli uomini il comandamento di Dio: non rubare, non uccidere. Ed è ciò che devono fare nel contesto di questo lungo conflitto con il popolo palestinese».

Il patriarca ricorda la posizione dei palestinesi, che «tutti conoscono. Anche gli Usa e Israele». I palestinesi, spiega, «affermano: noi, proprietari della terra, vi abbiamo dato il 78% del nostro territorio e diciamo: siamo soddisfatti del restante 22% dove avremo il nostro Stato, con Gerusalemme Est, come capitale. Gli Stati Uniti e Israele – ancora le parole di Sabbah – rispondono: no, non avrai uno Stato. Tutta la terra è nostra. Dio ce l’ha data, dimenticando che Dio ha detto loro di non rubare e non uccidere. Con questo atteggiamento contrario al comandamento di Dio e alle leggi umane – sostiene il patriarca – il conflitto continuerà, i forti cresceranno nella loro oppressione imposta ai deboli, l’odio crescerà e verrà versato più sangue. Il male prevarrà».

Per monsignor Sabbah, «questa terra non è stata creata per il male ma per la redenzione di tutta l’umanità. Ci devono essere persone sagge tra i potenti di questo mondo per riportarlo alla sua natura normale. Dovrebbero sapere che non ci sarà quiete se non con la piena uguaglianza tra i popoli. E questo è possibile». Russia ed Europa: questi, secondo il patriarca, i due attori in grado di «giovare un ruolo», dopo la diffusione di questo piano americano. «È il tempo. Tutti sanno cosa è giusto e dovuto al popolo palestinese e ad Israele – afferma ancora Sabbah -. Le porte della speranza chiuse negli Stati Uniti dovrebbero aprirsi in Europa e in Russia. Sanno cosa fare. Speriamo che avranno un reale coraggio di lavorare per la salvezza di questa terra e dei suoi due popoli. Preghiamo e chiediamo a Dio di ispirare e guarire i cuori dei potenti in modo che possano cambiare e credere nel potere della giustizia e dell’uguaglianza tra tutte le creature di Dio, in questa Terra Santa».

30 gennaio 2020