Pubblicato il Rito di istituzione dei catechisti

Dalla Congregazione per il culto, un contributo alla riflessione delle Conferenze episcopali, con alcune note sul ministero e sui requisiti necessari

Pubblicata oggi, 13 dicembre, dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti l’Editio typica del Rito di istituzione dei catechisti. «Un’ulteriore opportunità di riflessione sulla teologia dei ministeri per giungere ad una visione organica delle distinte realtà ministeriali», spiegano dal dicastero pontificio.

Recentemente Papa Francesco è intervenuto con due lettere apostoliche in forma di “Motu Proprio” sul tema dei ministeri istituiti. La prima, “Spiritus Domini”, del 10 gennaio 2021, ha modificato il can. 230 §1 del Codice di Diritto canonico circa l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del Lettorato e dell’Accolitato. La seconda, “Antiquum ministerium”, del 10 maggio 2021, ha istituito il ministero di catechista. Alle Conferenze episcopali, spiegano dal dicastero pontificio in una apposita lettera, spetta «il compito di chiarire il profilo e il ruolo dei catechisti, di offrire loro percorsi formativi adeguati, di formare le comunità perché ne comprendano il servizio. «La presente lettera che accompagna la pubblicazione dell’Editio typica del Rito di istituzione dei catechisti – si legge nel testo – vuole offrire un contributo alla riflessione delle Conferenze episcopali, proponendo alcune note sul ministero di catechista, sui requisiti necessari, sulla celebrazione del rito di istituzione».

Ancora, «il ministero di catechista è un servizio stabile reso alla Chiesa locale secondo le esigenze pastorali individuate dall’Ordinario del luogo, ma svolto in maniera laicale come richiesto dalla natura stessa del ministero», ancora le parole della lettera che accompagna il Rito. «I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza episcopale, possono essere assunti in modo stabile, come i lettori e gli accoliti, al ministero di catechista – dispone il testo -. Ciò avviene mediante il rito di istituzione che, pertanto, non può essere ripetuto. Tuttavia, l’esercizio del ministero può e deve essere regolato nella durata, nel contenuto e nelle modalità dalle singole Conferenze episcopali secondo le esigenze pastorali». Quindi, una precisazione: «Il termine catechista indica realtà differenti tra loro in relazione al contesto ecclesiale nel quale viene usato. I catechisti nei territori di missione si differenziano da quelli operanti nelle Chiese di antica tradizione. Inoltre, anche le singole esperienze ecclesiali determinano caratteristiche e modalità di azione molto diversificate, tanto da risultare difficile farne una descrizione unitaria e sintetica».

Due, in concreto, le tipologie principali. «Alcuni hanno il compito specifico della catechesi, altri quello più ampio di una partecipazione alle diverse forme di apostolato, in collaborazione con i ministri ordinati e obbedienti alla loro guida», specificano dal dicastero pontificio. Proprio per questo, «non tutti coloro che vengono chiamati catechisti, svolgendo un servizio di catechesi o di collaborazione pastorale, devono essere istituiti», è la disposizione del documento, che fa appello al «dovuto discernimento da parte del vescovo».

13 dicembre 2021